Cronaca Gallipoli

Presunto voto di scambio a Gallipoli, in due rischiano di finire a processo

Un ex candidato avrebbe consegnato 50 euro e la promessa di un posto di lavoro per ottenere il voto. Udienza preliminare a febbraio

LECCE – Sono due le richieste di rinvio a giudizio formulate nell’ambito dell’inchiesta sul presunto voto di scambio durante le ultime elezioni amministrative a Gallipoli. Si tratta di Roberto Cartenì, 40enne gallipolino, ex candidato alle elezioni del 5 giugno 2016 per il consiglio comunale di Gallipoli nella lista Conservatori e Riformisti. Cartenì avrebbe consegnato al secondo indagato, Alessandro Carroccia (36enne gallipolino), 50 euro e la promessa di un posto di lavoro per ottenere il voto. I due sono assistiti dagli avvocati Speranza Faenza e Antonio Palumbo. L’udienza preliminare è fissata a febbraio.

Un solo episodio è quindi contestato al termine dell’inchiesta avviata dopo la denuncia ai carabinieri di Gallipoli, corredata da foto e registrazioni. A coordinare l’inchiesta, tanto complessa quanto delicata, il pubblico ministero Antonio De Donno. Le indagini sono state invece affidate dagli uomini della sezione di polizia giudiziaria della guardia di finanza di Lecce, guidati dal colonnello Francesco Mazzotta, che con la sua esperienza e il suo fiuto investigativo ha scandagliato a fondo il passato recente della vita politica gallipolina per stabilire eventuali illeciti e brogli. Le fiamme gialle hanno eseguito una lunga serie di verifiche, riscontri, ascolti e acquisizioni.

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