Cronaca

Prevenzione incendi, i vigili del fuoco chiedono il pugno duro del prefetto

Fns Cisl, Cgil Vvf e Confsal scrivono a Palomba: "Esistono le norme, si facciano applicare". Interventi in aumento nel 2016

Campagne salentine in fiamme (foto LC).

LECCE – Spazzatura e sterpaglie, una miscela letale che ogni estate, con lo sviluppo di incendi, manda in fumo migliaia di ettari di campagne, brucia uliveti secolari facendo una strage di fronte alla quale la Xylella Fastidiosa sembra un’educanda alle prime armi, provoca indirettamente incidenti stradali, incenerisce poveri animali e qualche volta ustiona, se non uccide, anche uomini. Se l’emergenza è ormai endemica, mai come quest’anno i vigili del fuoco ne hanno fino sopra ai capelli. Anzi, i caschi. Quelli che indossano per difendersi dal rogo quotidiano.

Le proteste sono ormai continue. Solo la settimana scorsa, dopo un incendio devastante a Porto Badisco, erano scesi in campo la Uil, il Movimento 5 stelle per voce del consigliere Cristian Casili, ma anche comuni cittadini con una petizione. Molti di loro, a chiedere un incontro con il prefetto Claudio Palomba per fare il punto su un problema non più rinviabile.

Oggi, quel messaggio è rafforzato da una nuova lettera, che unisce questa volta le rappresentanze sindacali dei vigili del fuoco Fns Cisl, Cgil Vvf e Confsal Vvf della provincia di Lecce. La richiesta d’incontro al prefetto risale a questa mattina. Motivo, il solito: denunciare la grave situazione dovuta agli incendi di sterpaglia, vegetazione secca e boschi.  E chiedere controlli più severi.

“Siamo in una situazione di emergenza - dichiarano i segretari della tre sigle –, rileviamo, infatti, che in questa prima parte del periodo estivo, l’attività di intervento per incendi è incrementata rispetto agli anni precedenti con un aumento esponenziale di rischio per la cittadinanza e di stress operativo del personale impiegato nei vigili del fuoco e che mette a dura prova le già esigue risorse disponibili sia strumentali che economiche con grave danno per la collettività”.

“Oggi come non mai – dichiarano i segretari nella lettera al prefetto – siamo davanti ad un fenomeno che sfugge alla norma e quindi al controllo dell’ordinaria amministrazione: gli incendi di sterpaglia, rovi hanno superato per estensione e intensità tutti gli indici di pericolo controllabili”.

Una piccola premessa per spiegare meglio la radice del problema. E’ vero, infatti, che il servizio antincendio è potenziato con uomini e mezzi del servizio nazionale della protezione civile, dell’Arif e con l’attivazione, da giugno a settembre, della sala operativa unificata permanente, coordinare e gestire gli interventi a livello locale, regionale e nazionale. E’ vero anche, però, che a squillare in continuazione è soprattutto il 115.

Il numero d’emergenza, spiegano le sigle, “viene sommerso da chiamate per incendi di sterpaglia, creando situazioni di code ed attese telefoniche e mettendo in difficoltà gli operatori che non sempre riescono a distinguere i falsi allarmi da quelli che richiedono un reale intervento. Le emergenze sono sempre più pressanti e difficili da gestire. Una situazione che ha portato all’esasperazione l’attività dei vigili del fuoco”.

20160719_151702-2“Agli interventi relativi agli incendi si aggiungono anche – proseguono i segretari - richieste di altro tipo come quelle degli automobilisti che si fermano davanti alla coltre di fumo che invade la sede stradale diventando potenziale causa di incidenti anche mortali, dei proprietari di uliveti che bruciano, di villette, di condomini di stabili con annesse aree verde, dei proprietari di zone agricole, di fienili e fabbricati di genere, delle strutture turistiche, artigianali e commerciali tutti con aree di pertinenza in prossimità di sterpaglie”.

Si è detto spesso, anche dalle colonne di questo giornale, che ha abbracciato subito questa battaglia di civiltà, che le leggi esistono e, tutto sommato, sono anche strutturate bene. L’italico guaio è che pochi si curano di rispettarle e, peggio ancora, di farle rispettare.

“Le norme per arginare il fenomeno esistono – confermano a tale proposito i segretari - basterebbe effettuare fasce protettive lungo tutto il perimetro dei terreni invasi da sterpi, in modo da evitare che un eventuale incendio, attraversando il fondo, possa propagarsi alle aree circostanti e confinanti”. Ecco perché Fns Cisl, Cgil Vvf e Confsal Vvf chiedono al prefetto d’intensificare l’attività di prevenzione e contrasto all’innesco e alla propagazione degli incendi. Come? Attivando sul territorio ferree attività di controllo per reprimere quelli che sono, in molti casi, veri e propri reati. Fra le righe, si può intendere come un invito a sollecitare soprattutto le amministrazioni comunali, fino a oggi assenti o troppo morbide rispetto all'ampiezza del problema. 

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