Venerdì, 18 Giugno 2021
Cronaca

Prima la rapina, poi il prelievo al bancomat: condannato a 8 anni

Emessa la sentenza nei riguardi del 39enne di Copertino ritenuto responsabile di aver rapinato una anziana in via San Gabriele a Carmiano, il 17 novembre 2019

CARMIANO - E’ di otto anni di reclusione la condanna inflitta ad Alessandro Antonazzo, il 39enne di Copertino arrestato il 20 febbraio di un anno fa per la rapina avvenuta il 17 novembre del 2019, a Carmiano, ai danni di un’anziana. Questa minacciata con una pistola fu costretta a consegnare la borsa nella quale c’erano sessanta euro e carte bancomat (sua e del fratello), con sopra annotati i codici pin, che poi sarebbero state utilizzate per effettuare diversi prelievi per un totale di 950 euro da uno sportello a Porto Cesareo (quello della Banca di Credito Cooperativo di Leverano).

La sentenza è stata emessa in mattinata dal collegio della seconda sezione penale del tribunale di Lecce, composto dal presidente Pietro Baffa, e dalle colleghe Bianca Todaro e Silvia Saracino che, nei riguardi dell’imputato, ha disposto anche una multa di 3.500 euro.

Non appena saranno depositate le motivazioni (entro novanta giorni), l’avvocato difensore Daniele Scala valuterà il ricorso in appello.

Antonazzo non fu l’unico ritenuto responsabile della vicenda. Oltre a lui furono destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice Edoardo D’ambrosio, su richiesta del pubblico ministero Maria Rosaria Micucci, anche altri due uomini di Carmiano (Luca Modonato, 25 anni, e Gianluca Benenati, 26) per i quali si è proceduto separatamente e che hanno già chiuso il loro conto con la giustizia.

In particolare, per il 39enne furono disposti i domiciliari, perché secondo le indagini ci sarebbe stato lui alla guida del mezzo, una Fiat Panda bianca, con il quale fu avvicinata la malcapitata, una donna ultrasessantenne del posto, che si trovava su via San Gabriele.

Fondamentali a chiudere il cerchio, i filmati ripresi dalle telecamere di videosorveglianza di cui era dotato l’istituto di credito in cui furono eseguiti i prelievi illeciti.

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