Differenziata spinta al via: il primo atto in una città invasa dai turisti stranieri

Secondo il calendario predisposto, il porta a porta è stato avviato in tre zone: centro storico, San Pio e Villa Convento. Lecce entra dunque, con molto ritardo, in una fase dalla quale non si deve tornare indietro. Ai cittadini una grande responsabilità

LECCE – Fiducia e diffidenza. Sentimenti contrastanti nel primo giorno di raccolta dei rifiuti con il sistema porta a porta: secondo il calendario predisposto si è partiti con la raccolta dell’organico nelle tre zone della città - centro storico, rione San Pio, frazione di Villa Convento - scelte come laboratori di un esperimento che entro l’anno dovrebbe diventare un’abitudine generale che avvicinerà Lecce a standard adeguati di igiene e civiltà.

Quello iniziato oggi è un passaggio che, va detto con chiarezza, non può rivelarsi a vuoto. Basta attraversare il cuore del centro storico, pullulante di uomini e donne con una macchina fotografica a tracolla e una cartina in mano, per comprendere come una città che punta ad accogliere flussi significativi di turisti per almeno sei mesi all’anno, non può proseguire con i cassonetti stracolmi nei vicoli e i rifiuti in eccesso abbandonati tutto intorno.

Non è solo una questione di immagine, ci mancherebbe. Il porta a porta serve tanto al centro quanto alle periferie. E’ un esercizio di cittadinanza perché consentirà di capire, con chiarezza, chi rispetta l’ambiente e chi lo utilizza come scarico. Si porrà limite all’utilizzo improprio che residenti di 20150504_115425-2comuni dell’hinterland leccese, dove il porta a porta si  fa già, fanno entrando nel perimetro del capoluogo per gettare i loro sacchetti. Ecco perché tra le zone iniziali è stata inserita la frazione di Villa Convento.

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E’ chiaro pure che, passato un fisiologico periodo di assestamento durante il quale è prioritario il bombardamento informativo sulle corrette pratiche di differenziazione del rifiuto e di conferimento dello stesso, bisognerà passare alle sanzioni per chi non rispetta le nuove regole. Il sistema di raccolta differenziata attraverso un porta a porta spinto è un fatto ineludibile: bisogna augurarsi che tutti gli attori interessati si rivelino, alla prova dei fatti, all’altezza di questo passaggio a suo modo storico per Lecce: dall’azienda che gestirà l’appalto per i prossimi 9 anni all’amministrazione comunale che deve vigilare sulla corretta esecuzione del contratto. Senza dimenticare i leccesi, utenti e protagonisti principali: è il momento, per loro, di dimostrare che vogliono bene alla città più di quanto spesso dimostri di farlo la classe dirigente che li rappresenta.

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