Omicidio Fasano, droga, estorsioni e furti: le principali operazioni dell'Arma nel 2018

Il contrasto ai gruppi della criminalità organizzata e ai sodalizi autonomi ha portato a un centinaio di ordinanza di custodia cautelare e a significativi sequestri di droga, ma anche di sostanze anabolizzanti

Una delle foto relative all'operazione "Short Message".

LECCE – Oltre una decina le grandi operazioni condotte nel 2018 dai carabinieri dipendenti dal comando provinciale di Lecce. Nel mirino dei militari i gruppi della criminalità organizzata che gestiscono il traffico di stupefacenti e le estorsioni sul territorio salentino, ma anche sodalizi autonomi che si sono resi responsabili di reati ad alto impatto sociale, come per esempio i furti in appartamento o nelle chiese.

Il 21 febbraio i carabinieri della compagnia di Casarano hanno eseguito otto ordinanze di custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata a furti, ricettazione ed estorsione. È l’operazione “Alì Babà”, seguita alle indagini su numerosi episodi predatori in abitazioni ed esercizi commerciali nella zona tra Taviano, Racale e Ugento. In alcuni casi i furti erano commissionati e veniva impiegata la tecnica estorsiva cosiddetta del “cavallo di ritorno”.

Il 6 marzo è la volta di “Santi Medici”, operazione della compagnia di Maglie in collaborazione con quella di Casarano: sono nove i provvedimenti cautelari eseguiti per “associazione a delinquere finalizzata a furti e ricettazione. L’indagine, partita alla fine del 2015, ha rivelato un’attività criminale scandita in 22 episodi perpetrati soprattutto in chiese e parrocchie dove erano stati rubati paramenti sacri, denaro contante e numerosi ex voto di grande valore.

Nello stesso mese, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia, i militari del comando provinciale di Lecce eseguono 37 provvedimenti cautelari per l’operazione “Orione”. Gli arrestati, inquadrati in tre associazioni di cui una direttamente riconducibile alla Sacra Corona Unita, rispondono, a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, estorsione, sequestro di persona, detenzione e porto abusivo di armi. Sequestrati quantitativi di hashish, cocaina, eroina, quattro detonatori, due ordigni artigianali, un kalashnikov AK-47, cinque pistole e munizioni.

A fine aprile finiscono in manette un uomo e una donna ritenuti responsabili di numerosi furti con spaccata, quasi tutti nel basso Salento. Non a caso l’operazione si chiama “Spacco matto” ed è eseguita dai carabinieri del comando provinciale sulla scorta delle indagini condotte dal nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Casarano.

Il mese di luglio è quello dell’operazione legata all’omicidio di Francesco Fasano, un 22enne ucciso a Melissano con un colpo di pistola alla testa. Il 26 luglio i carabinieri del comando provinciale fermano dieci persone: due vengono accusate del delitto, le altre otto di associazione finalizzata al traffico di droga. Proprio i contrasti legati alla gestione della piazza sarebbero alla base del grave fatto di sangue e di altri due episodi culminati con un tentato omicidio.

Ad agosto, a Gallipoli, scatta l’operazione “Var Bay” per mettere fine a una attività di spaccio sul lungomare e in località Baia Verde. Sette persone, tutte di origine extracomunitaria, vengono fermate. Altre 18 sono indentificate per aver venduto piccoli quantitativi di hashish e marijuana. Si concentra invece sulle attività di rifornimento della cocaina destinata al Gallipolino l’operazione “Amici miei” che a metà settembre porta all’arresto di sei persone di nazionalità albanese e di cinque italiani. Le indagini del nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Gallipoli documentano migliaia di episodi di cessione: in manette finisce anche un elemento di spicco della criminalità organizzata, ritenuto prossimo al clan Troisi, attivo a Racale e dintorni.

A ottobre tocca alla compagnia dei carabinieri di Campi Salentina affondare il colpo su quattro persone, appartenenti al medesimo nucleo familiare e dedite all’estorsione, alle minacce, ai danneggiamenti, all’occupazione abusiva di area demaniale e all’invasione dei terreni. È l’operazione “Palude”, condotta in territorio di Porto Cesareo. Questa storia inizia nel 2008, quando da un’occupazione abusiva nasce un parcheggio privato capace di ospitare centinaia di auto, a ridosso della spiaggia. Nel corso degli anni vengono installati impianti elettrici a servizio dei camper e improvvisati servizi igienici con scarico direttamente a mare: si configura di fatto l’attività abusiva di lido, con richiesta di pagamento anche di cinque euro a posto auto. Non contenti, i responsabili cercano in tutti i modi di “annettersi” le regolari strutture vicine non esitando a ricorrere ad atti intimidatori e minacce nei confronti dei proprietari e della clientela.

Negli stessi giorni scatta l’operazione “Short Message” con 43 ordinanze di custodia cautelare disposte dall’autorità giudiziaria su richiesta della Direzione distrettuale antimafia per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti, estorsione, detenzione e porto illegale di armi. Viene disarticolato dai militari, tra i quali lo squadrone elitrasportato “Cacciatori di Puglia” un fiorente canale di approvvigionamento nel Capo di Leuca legato ad un potente clan attivo nel Barese e alla criminalità organizzata albanese.

È sempre del mese di ottobre l’operazione “I soliti sospetti” dei carabinieri di Gallipoli e dei militari della tenenza di Copertino: sei persone vengono arrestate a Carmiano per lesioni personali aggravate e sequestro di persona a scopo di estorsione. Un uomo e una donna, ritenuti erroneamente autori del furto di 8mila euro presso l’abitazione del padre di uno degli indagati, erano stati condotti con la forza e con due distinte auto nelle campagne di Salice Salentino per essere percossi con violenza. Il loro sequestro era stato preceduto da un pestaggio ai danni dell’uomo e di un suo amico e seguito dalla richiesta di consegnare nei giorni successivi la somma equivalente all’importo del furto (continua sotto).

PIANTAGIONE  LECCE 1-3

Numerose, poi, sono state le operazione condotte per contrastare la cosiddetta “malamovida” – tra cui Rudiae, Apollo #ferragosto4us e Black Friday – e significative anche le attività che hanno portato alla scoperta di piantagioni di marijuana: in un caso sono state duemila le piante trovate in una masseria nei pressi di Torre Rinalda; in un altro sono state mille e 750, sempre nell’agro del capoluogo. Nel mese di febbraio a Torre Chianca si registra il sequestro di 250 chilogrammi di marijuana con l’arresto di due cittadini albanesi e di un italiano.

Risale a luglio una delle attività più rilevanti a livello nazionale nell’ambito del traffico di sostanze anabolizzanti e dopanti con cinque ordinanze di custodia cautelare. Il luogo dell’intervento è Corigliano d’Otranto. Ai carabinieri, infine, sono state affidate le indagini relative all'esplosione avvenuta a novembre in una fabbrica di fuochi di artificio ad Arnesano. In quella circostanza perse la vita un 19enne, figlio del proprietario, e, nei giorni successivi, in seguito alla gravi ferite riportate, un operaio di 41 anni.

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