Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Processo agli ultras, assoluzione piena anche in appello Juri Palazzo

Assoluzione anche in appello per Juri Palazzo, 26enne, leccese, per cui il pubblico ministero Ennio Cillo aveva chiesto una condanna a nove anni di reclusione. Palazzo, difeso dagli avvocati Giuseppe Milli e Renata Minafra, era accusato di tentato omicidio e di aver fatto parte di un'associazione per delinquere

LECCE – Assoluzione anche in appello per Juri Palazzo, 26enne, leccese, per cui il pubblico ministero Ennio Cillo aveva chiesto una condanna a nove anni di reclusione. Palazzo, difeso dagli avvocati Giuseppe Milli e Renata Minafra, era accusato di tentato omicidio. Il 16 marzo del 2008, durante i festeggiamenti organizzati dai sostenitori della Curva Nord fu lanciata, contro una camionetta blindata dei carabinieri,  una bomba carta. Un ordigno di fattura artigianale, ma piuttosto potente. A causa dell'esplosione la Jeep, infatti, subì seri danni. Solo il caso volle che nessun militare rimanesse seriamente compromesso. Altro capo d'imputazione particolarmente grave contestato, e che è a sua volta caduto, quello di aver fatto parte di un'associazione per delinquere. La sentenza è stata pronunciata nel pomeriggio, dopo quasi un'ora e mezza di camera di consiglio.

In attesa del deposito delle motivazioni della sentenza, dunque, anche nel processo d’appello i giudici hanno condiviso in pieno la tesi dei legali di Palazzo (che ha scontato più di quattro mesi di custodia cautelare) che, nell’arringa difensiva, attraverso riscontri e perizie di natura tecnica, sono stati in grado di dimostrare come il loro assistito al momento del lancio non si trovasse dietro la siepe da cui partì l'ordigno, ma in una posizione diversa, incompatibile con la traiettoria tracciata dalla bomba carta. Fondamentale si è rivelato, in tal senso, l’ausilio di un video girato da una persona estranea ai fatti.

E’ emerso, infatti, che non solo l’imputato era lontano dal luogo dove è stata lanciata la bomba carta, ma che il carabiniere che si trovava vicino alla camionetta non poteva averlo riconosciuto perché di spalle, e che quindi la ricostruzione dei fatti operata dagli investigatori era errata. “Siamo soddisfatti della sentenza – ha commentato l’avvocato Minafra –, e del fatto che il giudice abbia sposato in pieno la tesi difensiva”.

“Ennesimo trionfo della giustizia in favore di ragazzi troppo frettolosamente condannati prima di essere giudicati, reso ancor più importante in quanto facente parte di una cerchia, quella rappresentata dagli Ultrà Lecce, oggetto di feroce repressione da oltre un decennio”. Questo il commento dell’avvocato Giuseppe Milli, il quale aggiunge che “di siffatta vittoria gode l'intera Curva Nord dopo anni e anni i gogna mediatica e giudiziaria”.

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