Cronaca

Inchiesta sugli appalti alla centrale di Cerano: chiesto processo per sette

La Procura di Brindisi ha confermato l’ipotesi iniziale per cinque dipendenti, un dirigente e anche per l’imprenditore che denunciò le presunte anomalie

La centrale di cerano, alle porte di Brindisi.

BRINDISI – La Procura chiede il processo per sette persone, nell’ambito dell’inchiesta sulla corruzione degli appalti banditi da Enel spa per la centrale “Federico II “ di Brindisi. Come ha riportato il quotidiano BrindisiReport, infatti, la Procura della città adriatica ha confermato l’ipotesi iniziale nei confronti di cinque dipendenti della multinazionale, di uno dei dirigenti e dello stesso imprenditore di Monteroni di Lecce dal quale sono partite le denunce che hanno vita alll'attività investigativa delle fiamme gialle. In un primo momento erano invece in otto: ma Fabio De Filippo esce dall’inchiesta.

La richiesta di rinvio a giudizio riguarda: Giuseppe Luigi Palma, 47 anni, di Monteroni, l’imprenditore che denunciò di aver pagato tangenti in denaro e noto per aver tentato in più occasioni il suicidio e subito intimidazioni; Domenico Iaboni; Carlo Depunzio; Fabiano Attanasi; Vito Gloria; Nicola Tamburrano; e Fausto Bassi. Esce, invece, dal procedimento penale, il dirigente Fabio De Filippo: nei suoi confronti il pm non ha esercitato l’azione penale.

I primi cinque, ad esclusione dell’imprenditore, furono arrestati dai militari della guardia di finanza il 5 maggio dello scorso anno per essere poi rimessi in libertà dopo che il titolare della ditta venne ascoltato con la formula dell’incidente probatorio, strada che i pubblici ministeri titolari del fascicolo, Milto Stefano De Nozza e Francesco Carluccio, scelsero per anticipare l’acquisizione della prova per evitare inquinamento delle prove.  La decisione ora passa nelle mani del gup, nell’udienza preliminare prevista per il prossimo 6 dicembre.

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