Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

Crollo di Castro, processo alle battute finali. La sentenza entro la fine dell'anno

Sono stati ascoltati alcuni testimoni, nell'ambito della vicenda sull'episodio del mese di gennaio del 2009, in cui la piazza del borgo adriatico si trasformò in un cumulo di macerie, travolgendo negozi e abitazioni. Nei prossimi giorni un'altra udienza, poi il giudizio

Le immagini del crollo

LECCE – Volge alle battute finali il processo riguardante il crollo che il 31 gennaio del 2009 sfregiò il volto di piazza Dante (il dibattimento è ripartito dopo l’indisponibilità del giudice competente). In tutto sono quindici gli imputati finiti a giudizio con l’accusa di concorso in disastro colposo, “per colpa consistita in imprudenza, imperizia, negligenza e inosservanza di regole di sicurezza nell’esecuzione di lavori edili”.

Si tratta, in particolare, di Martino Ciriolo, Giovanna Lazzari, Gabriele Fersini, Speranzina Antonazzo e Maria Fedele, proprietari e conduttori degli immobili coinvolti nel crollo; Fernando Schifano, responsabile dell'ufficio tecnico comunale; Rinaldo Coluccia, Angelo Rizzo, Antonio Fersini e Antonio Ciccarese, componenti della commissione edilizia che approvò l’esecuzione dei lavori negli edifici; Luigi e Domenico Fersini e Francesco Rizzo,  direttore dei lavori e titolari delle imprese che li hanno eseguiti.

Nell’udienza odierna sono stati ascoltati alcuni testi. Il loro ascolto proseguirà nella prossima udienza, poi, dopo le discussione di accusa e difesa, il giudice Roberto Tanisi emetterà una sentenza attesa comunque per la fine dell’anno. Gli inquirenti puntano il dito contro i lavori che furono eseguiti in quattro esercizi commerciali: lo “Speranbar”, “Sport pesca mare” e la pasticceria “Le delizie”. Lavori che indebolirono gravemente una parte strutturalmente molto importante dell’edificio contiguo all’area del crollo, e in esso parzialmente coinvolto, realizzati in parziale difformità rispetto al progetto originario.

Era il tardo pomeriggio del 31 gennaio 2009 quando piazza Dante, fiore all'occhiello della località marina, si trasformò in un cumulo di macerie. Ad essere coinvolti nel crollo furono diversi immobili fra negozi ed abitazioni private. Solo alcune fortunate coincidenze e il fatto in quel gelido sabato pomeriggio di gennaio il luogo fosse pressoché deserto, evitarono che la vicenda assumesse i contorni della tragedia. Fu una delle persone poi finite a giudizio ad accorgersi della presenza di strane crepe e a invitare tutti i presenti a fuggire dal luogo del crollo. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Luigi e Roberto Rella, Amilcare Tana, Luigi Fersini, Luigi Covella e Francesco D´Agata.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Crollo di Castro, processo alle battute finali. La sentenza entro la fine dell'anno

LeccePrima è in caricamento