Processo sul depuratore di Squinzano, prosciolti gli imputati

Nessun illecito e nessun reato nel processo legato all'impianto di depurazione consortile di Squinzano. I giudici della prima sezione hanno prosciolto l'attuale sindaco Giovanni Marra, e il suo predecessore, Michele Maggio

Il Tribunale di Lecce

LECCE – Nessun illecito e nessun reato nel processo legato all’impianto di depurazione consortile di Squinzano, che sorge in prossimità della via per Casalabate. I giudici della prima sezione collegiale del Tribunale di Lecce hanno prosciolto, infatti, l'attuale sindaco di Squinzano Giovanni Marra, e il suo predecessore, Michele Maggio, da ogni accusa.

Era stato lo stesso pubblico ministero, sulla scorta delle precise e dettagliate memorie difensive presentate dal legale dei due imputati, l'avvocato Paolo Spalluto, a chiedere il proscioglimento in fase istruttoria (cosiddetta sentenza anticipata di proscioglimento) dei due imputati. Un proscioglimento anticipato predibattimentale dettato dal fatto che le ipotesi di reato sui presunti danni ambientali generati dal malfunzionamento del depuratore negli anni tra il 2003 e il 2006 (l'impianto fu anche sottoposto a sequestro) erano venute meno per i lavori di adeguamento già realizzati e le nuove norme entrate in vigore. L’area interessata dagli scarichi, infatti, dopo gli interventi previsti dall’amministrazione comunale, pari a circa 300mila euro, rispetta ampiamente le norme sull’inquinamento e i limiti di emissione previsti dal decreto legge del 2006.

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Per i dirigenti dell’Acquedotto pugliese, della provincia e i responsabili dell'impresa di manutenzione dell’impianto coinvolti, a vario titolo, nel processo, è intervenuta la prescrizione e pertanto il reato è estinto. Si è chiusa, dunque, una lunga vicenda giudiziaria che aveva interessato due diverse amministrazioni comunali. Un’inchiesta che ha avuto comunque il merito di far rinascere la zona interessata dagli scarichi del depuratore.

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