Cronaca

Somme di denaro per chiudere un occhio. Una condanna e un'assoluzione per i due ex agenti

I giudici del Tribunale di Lecce hanno condannato a tre anni e mezzo di reclusione Roberto Tarantini, ex sovrintendente capo della stradale, e sollevato da ogni addebito l'ex ispettore Giuseppe Rollo. Nel 2004, i due furono accusati di aver intascato somme di denaro, evitando controlli ad alcuni autotrasportatori

Foto di repertorio

LECCE – Una condanna e un’assoluzione, è questo il verdetto, per certi versi controverso, del processo celebrato nei confronti di due ex agenti (ora in pensione) della polizia stradale. I giudici della prima sezione penale del Tribunale di Lecce (presieduta da Stefano Sernia) hanno condannato a 3 anni e mezzo di reclusione il sovrintendente capo Roberto Tarantini, assolvendo, perché il fatto non sussiste, l’ispettore Giuseppe Rollo. Il pubblico ministero Antonio Negro, che ha ereditato il fascicolo dal collega Imerio Tramis (oggi alla Procura minorile), aveva invocato per entrambi gli imputati, assistiti dall’avvocato Francesca Conte, una condanna a tre anni di carcere per concussione.

I fatti contestati risalgono al lontano 2004. Gli imputati, secondo quanto ipotizzato dalla pubblica accusa, avrebbero intascato piccole somme di denaro per evitare controlli troppo accurati nei confronti di alcuni autotrasportatori. Ipotesi che in un caso avrebbero trovato riscontro nelle indagini condotte dagli agenti della squadra mobile, che avrebbero sorpreso i due ad intascare la cifra (assai modesta) di cinque euro da un camionista sorpreso alla guida senza carta di circolazione. La presunta vittima avrebbe poi confermato i fatti.

Accuse che i due agenti hanno sempre respinto con fermezza, affermando di aver sempre svolto il loro lavoro nel pieno rispetto delle regole e nella massima onestà e trasparenza. Una tesi, però, condivisa solo a metà dai giudici.

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