Lunedì, 21 Giugno 2021
Cronaca

Processo Laudati, la difesa: trasferire gli atti dinanzi al Tribunale di Perugia

Potrebbe essere trasferito a Perugia il processo nei confronti dell'ex procuratore di Bari Antonio Laudati, accusato di abuso d'ufficio e favoreggiamento personale. Questa la richiesta della difesa, che ha evidenziato come il suo assistito sia attualmente in servizio presso la Dna, per cui il codice prevede che siano giudicati dinanzi al tribunale speciale di Perugia

Antonio Laudati

LECCE – Potrebbe essere trasferito dinanzi ai giudici del Tribunale di Perugia il processo nei confronti dell'ex procuratore di Bari Antonio Laudati, accusato di abuso d’ufficio e favoreggiamento personale. Questa la richiesta del legale del magistrato di origine campane, l’avvocato Andrea Castaldo (in aula si è ricordato anche l’altro difensore, l’avvocato Angelo Pallara, scomparso pochi giorni fa), che ha evidenziato come il suo assistito sia attualmente in servizio presso la Direzione nazionale antimafia, per cui il codice (articolo 11bis del codice di procedura penale) prevede che siano giudicati dinanzi al tribunale speciale di Perugia.

Una richiesta che ha trovato l’opposizione del procuratore Cataldo Motta, che ha evidenziato come le ipotesi di reato a carico di Laudati facciano riferimento a quando lo stesso era procuratore a Bari, per cui il “giudice naturale” è quello di Lecce (competente per il distretto barese). Una tesi condivisa anche da uno dei legali di parte civile, l’avvocato Luigi Covella, che ha sottolineato come all’epoca dei fatti contestati l’imputato non fosse un magistrato della Dna. Sulla questione i giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce (presieduta da Roberto Tanisi) decideranno nell’udienza fissata per il prossimo 15 luglio.

Nella stessa data il collegio dovrà decidere se acquisire agli atti la memoria difensiva presentata dall’ex sostituto procuratore della Repubblica di Bari (parte civile e ora alla procura generale) Giuseppe Scelsi, assistito dall’avvocato Covella e dal collega Andrea Sambati. A opporsi, in questo caso, è stata la difesa di Laudati. Nel processo si è costituita parte civile anche l’ex magistrato Desiree Di Geronimo e, con l’Avvocatura di Stato, la presidenza del Consiglio dei ministri e il ministero della Giustizia, per i presunti danni che sarebbero stati causati dalle disfunzioni derivanti dall'operato di Laudati.

Secondo quanto sostenuto dal procuratore di Lecce Cataldo Motta, Laudati avrebbe cercato di ostacolare le inchieste della Procura di Bari sul presunto giro di escort che l’imprenditore Giampaolo Tarantini avrebbe condotto nelle residenze dell'ex premier Silvio Berlusconi. L’ex numero uno della Procura barese avrebbe anche assegnato un'indagine parallela per controllare il lavoro dei colleghi. Da qui le accuse di abuso d’ufficio e favoreggiamento personale nei confronti di Tarantini.

A dare avvio all’inchiesta alcuni esposti presentati anche dall’ex pm barese Giuseppe Scelsi, un altro degli imputati. Scelsi sarà giudicato con il rito abbreviato. Il presunto tentativo “d’insabbiamento” ad opera di Laudati, era poi finito all’attenzione della Procura di Napoli, che nel frattempo conduceva un’altra inchiesta su un presunto tentativo di estorsione all’ex premier Berlusconi. 

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