Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Processo Megatex, Benisi: "Attendo con fiducia il verdetto della Cassazione"

L'imprenditore Vincenzo Benisi commenta in un comunicato stampa la condanna ricevuta in appello e si dice sorpreso della risonanza mediatica che la vicenda ha avuto. Allo stesso tempo attende con fiducia il terzo grado di giudizio

Foto da Facebook.

 

LECCE – “Non posso non notare come l’assoluzione con formula piena “perché il fatto non sussiste”, pronunciata in primo grado, circa un anno, fa dal giudice del Tribunale di Casarano Sergio Tosi, non abbia avuto la stessa eco mediatica della sentenza di secondo grado”. Vincenzo Benisi commenta così, con il garbo e la serenità che hanno contraddistinto la sua lunga carriera da imprenditore, la condanna a un anno di reclusione ricevuta nell’ambito del processo legato alla presunta truffa sui fondi con la 488 con l’azienda Megatex.

“Da parte mia – prosegue Benisi – ho accolto la prima in mio favore così come la seconda a mio danno con il doveroso silenzio e rispetto che violo in quest’occasione al solo fine di rappresentare a me e a coloro che mi sono vicini la mia ferma volontà e altrettanto fermo intendimento di proseguire in un’attività d’impresa che ha avuto unanimi e certificati riconoscimenti per il suo grado d’innovatività e per gli i suoi consistenti investimenti in tecnologia e know-how”. La Megatex, azienda leader nella creazione di calze sul mercato internazionale, produce in esclusiva, e distribuisce in tutt’Europa, i marchi Best Company, Diadora, Freddy e Sergio Tacchini oltre al proprio marchio MTX; mentre i suoi principali clienti sono le grandi catene di distribuzione.

“Non utilizzerò quei termini – commenta l’imprenditore salentino – che sono stati pronunciati dal pubblico ministero (Imerio Tramis, n.d.r.) nella propria requisitoria laddove ha definito, con veemenza, la sentenza di primo grado “puerile, diseducativa e presuntuosa”, mostrando così di non avere quel rispetto che è dovuto alla decisione di un giudice della Repubblica Italiana, il quale, sulla base delle risultanze processuali, ha smontato punto su punto il castello accusatorio per il quale io e la mia azienda siamo stati trascinati in Tribunale, castello di cui oggi rimangono solo le briciole”.

“Mi attende un altro grado di giudizio – aggiunge Benisi – dinanzi alla Corte di Cassazione e lo affronterò con la fiducia e la serenità di sempre, perché credo che la giustizia verrà ripristinata. Pertanto, prendo atto della sentenza e continuo il mio lavoro. Vado avanti nell’interesse dell’azienda, dei suoi dipendenti e delle loro famiglie, e non posso che aggiungere questo increscioso accadimento alle già innumerevoli difficoltà – legate alla eccezionalità della crisi che ha colpito il nostro Paese – che un’impresa deve quotidianamente affrontare per rimanere su un mercato sempre più difficile e contratto.

“Con lo stesso impegno di sempre e con maggior determinazione continuerò il mio lavoro nelle istituzioni che rappresento occupandomi delle problematiche e della tutela del tessuto economico del nostro territorio, - conclude il patron della Megatex – fatto di numerosi imprenditori capaci e di imprese innovative. Un territorio oggi più che mai attanagliato da una crisi che prima di essere economica e finanziaria, è una crisi di prospettive e di speranza nel futuro: ed è questo ciò che mi spaventa di più rispetto alla riduzione delle vendite, alle sempre più esigue possibilità di accedere al credito, al sempre maggior peso della pressione fiscale sulle aziende”.

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