Cronaca

Attentato alla "Morvillo-Falcone", parte il processo a Vantaggiato

Iniziato a Brindisi il processo a carico del copertinese, reo confesso della strage con finalità terroristica. Trentuno le parti civili ammesse. No alle riprese. I pm svelano intercettazioni ambientali: "Li prenderò tutti in giro"

Un'immagine del giorno dell'attentato

BRINDISI – Erano oltre trenta le richieste di costituzione di parte civile (quasi tutte accolte), avanzate nella prima udienza del processo, avviato questa mattina nell'aula “Metrangolo” del Tribunale di Brindisi, a carico di Giovanni Vantaggiato, difeso dall'avvocato Franco Orlando del foro di Lecce. 

L’imprenditore, 69enne di Copertino, è autore, reo confesso, dell'attentato di Brindisi che lo scorso 19 maggio,  provocò la morte di Melissa Bassi, studentessa iscritta all'Istituto "Morvillo- Falcone". Unico imputato, Vantaggiato è accusato, in concorso con altri rimasti sconosciuti, di strage aggravata dalla finalità terroristica, detenzione ed esplosione di ordigno micidiale e del tentativo di omicidio di Cosimo Parato, imprenditore agricolo di Torre Santa Susanna, comune in provincia di Brindisi, fatto, quest’ultimo, risalente al 2008.Questo  è quanto si apprende dalle agenzie di stampa Ansa, diramate in queste ore.

giudici della Corte d'Assise di Brindisi, dopo essersi  riuniti in camera di consiglio, per decidere chi ammettere alla costituzione, hanno accolto trentuno parti civili: l'unica posizione esclusa è quella di Claudio Strada. Elettrotecnico di Brindisi, l’uomo fu tra i primi sospettati della strage, tanto da essere interrogato, e poi rilasciato, dalla polizia. Il suo nome finì anche su alcuni giornali. Per la Corte, però, non può esigere i danni da Vantaggiato, dato che in quella fase dell'indagine l’imprenditore di Copertino non era ancora indagato.

Via libera per la costituzione del Comune di Mesagne, per il quale il procuratore Cataldo Motta si era opposto. Secondo la corte, il comune di Mesagne, può ritenersi leso dall'azione dell'imputato, per le conseguenze, anche in termini di immagine, subite dalla città da cui provengono quasi tutte le studentesse ferite nell'attentato. Tra le parti civili c'è anche la proprietaria del chiosco che si trova davanti alla scuola, le cui telecamere ripresero l'attentatore.

Ad inoltrare richiesta, fra gli altri, i ministeri dell'Interno e dell'Istruzione, la stessa scuola frequentata dalla 16enne deceduta, i genitori di quest’ultima, le studentesse ferite e tutti i loro famigliari, la Regione Puglia, il Comune e la Provincia di Brindisi, e Cosimo Parato, ferito da un agguato che Vantaggiato gli tese nel 2008.

Insieme con Motta, a sostenere l’accusa, il sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Lecce, Guglielmo Cataldi. Nel corso delle prime dichiarazioni, il procuratore Motta ha evidenziato il proprio convincimento circa la sussistenza dell'aggravante terroristica:  motivo per il quale il procedimento è stato diretto dalla Dda di Lecce, e non dalla procura del capoluogo brindisino.

Giovanni-Vantaggiato1-2All'avvio del processo, la corte ha rigettato la possibilità di effettuare riprese e immagini fotografiche. Come riporta l’Ansa, il presidente della corte d'Assise di Brindisi, Domenico Cucchiara, ha chiesto ripetutamente all'imputato se fosse consenziente alle riprese in aula, ma l'imputato non ha risposto. E' stato poi il suo avvocato, Franco Orlando, nel silenzio assoluto che regnava nell'aula, ad avvicinarsi alla 'gabbia' in cui Vantaggiato è rinchiuso - spiega ancora l'agenzia di stampa -, e a riferire ai giudici del dissenso del suo assistito. Per il procuratore Motta, l’assenza di risposte sarebbe il sintomo dell’uomo di volersi costruire uno stato tale da poter richiedere un’infermità mentale, ed ha esplicitamente parlato di finzione da parte di Vantaggiato. 

L'avvocato Orlando, dal canto suo, ha richiesto una perizia psichiatrica sulla capacità di intendere e volere del suo assistito, nei due episodi per i quali è incriminato, "non per strategia ma per una reale esigenza processuale", ritenendo anche utile che venga acquisita la consulenza di parte eseguita dal medico legale Alberto Tortorella.

Una richiesta alla quale il pm Cataldi si è opposto e, con gli avvocati di parte civile - sottolinea l'Ansa -, ha chiesto di acquisire nel fascicolo le trascrizioni con perizia delle intercettazioni telefoniche e ambientali compiute in carcere in cui Vantaggiato parla con la moglie Giuseppina Marchello e con le due sorelle Maria e Lucia rivelando la propria intenzione di 'dimagrire' per poter uscire. "Voglio diventare come quelli nei lager, voglio uscire di qui", avrebbe detto l'imprenditore.

E, ancora, come svelato dal pm Cataldi, sempre facendo riferimento all'intercettazione ambientale: "Da qui uscirò perché dimostrerò di essere incapace di intendere e di volere, li prenderò tutti in giro, come ho già fatto con il servizio militare": Sulla richiesta di perizia psichiatrica, la Corte si esprimerà giovedì 24 gennaio, giorno in cui è stato aggiornato il processo.

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