Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca Gagliano del Capo

Produce per grandi firme, evasione. "Ma noi in regola"

Denunciato responsabile ditta di Gagliano del calzaturiero. Secondo la guardia di finanza, evasa Iva per 200mila euro e non dichiarati ricavi per 2 milioni. Il gruppo replica: "Ritardi, non evasione"

GAGLIANO DEL CAPO - Si attesterebbe attorno ai 2 milioni e 200mila euro la maxi-evasione fiscale, fra Iva non versata e ricavi non dichiarati, finita sotto la lente della guardia di finanza della tenenza di Tricase, alla luce di un'indagine nei confronti di un'azienda la cui sede operativa è a Gagliano del Capo, e che ha condotto alla denuncia in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Lecce, del rappresentante legale, un uomo di 50 anni di Patù. La ditta in questione è specializzata nel ramo calzaturiero e, fra le altre cose, produce su commissione anche per conto di grandi marchi, come Prada e Gucci.

L'indagine delle fiamme gialle s'è soffermata, in particolare, sue due periodi d'imposta degli anni scorsi. Nel 2007, sulla scorta degli accertamenti economico-finanziari, non sarebbe stata versata l'Iva, per un totale di circa 200mila euro, mentre l'anno successivo, il 2008, il titolare non avrebbe dichiarato i ricavi. Secondo le stime, avrebbe in questo modo sottratto a tassazione, ai fini delle imposte dirette, base imponibile per oltre 2 milioni euro.

La società replica: "Nessuna evasione, ritardi nel pagamento di imposte"

Il gruppo aziendale, dal canto suo, ha diramato una nota nel pomeriggio, fornendo una sua versione dei fatti. "La denuncia alla Procura in seguito alla verifica della guardia di finanza è dovuta ad imposte pagate in ritardo, non ad imposte evase. Il ritardo nel pagamento delle imposte è dovuto alla circostanza che crediti dell'azienda verso Inps per Cassa integrazione, totalmente anticipata ai dipendenti nel 2008, per un importo pari a quasi 120mila euro sono stati riconosciuti con più di un anno di ritardo da parte dell'Inps, impedendo così di procedere alla compensazione".

"Nell'anno 2008 - prosegue l'azienda - si è omesso di presentare la dichiarazione dei redditi a causa di incomprensioni e disguidi venutisi a creare all'atto del passaggio di consegne ad altro professionista incaricato della gestione della contabilità. Sarebbe da stupidi, infatti, omettere volutamente la dichiarazione poiché tutti sanno che, nel giro di pochi mesi, scatta la verifica degli organi competenti. Non a caso, una volta iniziate le operazioni della Gdf, abbiamo consegnato in brevissimo tempo tutta la documentazione necessaria: fatture, registri, libro giornale, eccetera", prosegue l'azienda.

"E' totalmente falso, quindi, che siano stati evasi 2 milioni di euro - dice -: la cifra si riferisce infatti al fatturato della società, e non alle imposte evase, come si tenta, in maniera subdola, di far credere. Imposte il cui valore è di modestissima entità considerando che la società ha chiuso il bilancio del 2008 con pesanti perdite. Imposte che, si ribadisce, nel momento in cui saranno quantificate, verranno compensate con il credito che la società ancora oggi vanta nei confronti dello Stato. Riguardo all'Iva - prosegue -, il debito dell'anno 2007 ammontava a meno di euro 40mila, ben sotto le soglie di punibilità. La denuncia alla Procura è scattata in quanto la verifica della Gdf si è fermata al marzo 2009 e non ha tenuto conto di un versamento di euro 26mila fatto in data 1 aprile 2009."

"Non c'è nessuna evasione, quindi. Siamo noi che vantiamo crediti nei confronti dello Stato! Con molta amarezza siamo costretti a constatare che se ci fosse ogni tanto un po' meno voglia di protagonismo ed un po' più di buon senso da parte di chi è chiamato a svolgere compiti importanti - conclude la nota -, si eviterebbe la diffusione di notizie false che denigrano ingiustamente il lavoro e la dignità di persone oneste accusate di reati che non hanno mai commesso".

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