Due proiettili e minacce a Quintana. Si indaga su estorsione o monopolio sui frutti di mare

L’atto intimidatorio il 9 settembre scorso con la consegna presso il ristorante del politico di un fazzoletto con i bossoli. Indagano procura e carabinieri

Sandro Quintana.

GALLIPOLI  - Una richiesta di natura estorsiva o anche la longa manus per “imporre”, a suon di minacce, il monopolio della fornitura dei frutti di mare alle attività ristorative gallipoline, queste due delle ipotesi al vaglio della procura e dei carabinieri della compagnia locale e del comando provinciale di Lecce per far luce sul grave atto intimidatorio che circa un mese fa ha visto protagonista l’ex consigliere provinciale Sandro Quintana. Le indagini della Procura sono in corso dopo la denuncia presentata ai carabinieri dall’imprenditore e politico gallipolino.

Era il 9 settembre scorso quando presso il ristorante di famiglia di lungomare Marconi sono stati consegnati direttamente nelle mani di Quintana due proiettili avvolti in una busta di cellophane e in un tovagliolo di carta, mentre il giovane imprenditore era a pranzo con alcuni suoi familiari. Destinatario di analogo contenuto anche un cameriere della struttura. L’emissario, che lo stesso Quintana ha indicato come il genero del firmatario della missiva, e che avrebbe operato come semplice ambasciatore per conto del suocero, ha anche consegnato una lettera firmata M.B. e posta all’attenzione del padre di Quintana, e sul cui contenuto non è escluso ci fossero intrisi degli espliciti avvertimenti o delle pesanti minacce.

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Il grave atto intimidatorio è stato subito denunciato dall’attuale consigliere comunale gallipolino presso il vicino comando dei carabinieri e da subito è partita l’attività d’indagine della Procura che ha aperto un fascicolo, indagando due persone, e punta ora a fare chiarezza sull’accaduto. Da quel momento si sono intensificati anche i controlli e la vigilanza da parte delle forze dell’ordine anche perché da quanto riferito da Quintana in quei giorni sono state registrate anche delle minacce attraverso un profilo falso sui social network. Si indaga anche per capire se vi siano collegamenti  con un recente atto intimidatorio o doloso avvenuto pochi giorni dopo (nella notte tra l’11 e il 12 settembre in via Perugia) e che ha visto l’incendio dell’auto di uno dei cuochi del ristorante Marechiaro.            

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