Promesse di posti di lavoro in cambio di denaro: condannati in due

Quattro anni a un ex autista della Marozzi e tre all’uomo ritenuto il finto dottore che effettuava le visite per l’idoneità

LECCE - Avrebbero offerto posti di lavoro presso la ditta di pullman Marozzi, le Ferrovie dello Stato e la Sud-Est, a decine di disoccupati, dai quali si sarebbero fatti consegnare somme di denaro con la scusa che fossero necessarie ad adempiere alle spese mediche per l’accertamento dell’idoneità lavorativa. E’ questa l’accusa che ha mandato al banco degli imputati Raffaele Faggiano, 57 anni di Veglie, che all’epoca dei fatti era autista della Marozzi, e Stefano Laneve, 59 anni di Montalbano di Fasano. L’uno è stato condannato a quattro anni, più una multa di 1350 euro, l’altro a tre anni e 900 euro di multa.

E’ questo il verdetto emesso nei giorni scorsi al termine del processo di primo grado dal giudice della prima sezione penale Alessandra Sermarini che ha inoltre imposto ai due uomini il pagamento di una provvisionale di 36mila e 400 euro in favore di diciotto parti civili e di 69mila euro per altre undici (rappresentate dagli avvocati Sandra Margarito, Luciano Calò, Gabriele Garzia, Rossella De Luca, Gianluca Coluccia, Luigi Rella, Claudio Di Candia, Giuseppe Romano e Massimo Gabrieli Tommasi).

Il resto del risarcimento del danno sarà quantificato e liquidato in separata sede.

Non appena saranno depositate le motivazioni gli avvocati difensori (Giancarlo Dei Lazzaretti e Americo Barba) valuteranno il ricorso in appello.

Sono numerosi gli episodi, tra il 2011 e il 2014 (alcuni dei quali andati in prescrizione) accertati dall’inchiesta condotta dal pubblico ministero Elsa Valeria Mignone (oggi procuratore aggiunto), con Faggiano che avrebbe adescato le vittime e La Neve che da finto dottore avrebbe effettuato le visite psico-fisiche necessarie alla valutazione dell’idoneità lavorativa. Quest’ultimo, infatti, oltre che di truffa rispondeva anche di esercizio abusivo della professione medica.

Stando alle indagini, oltre trenta persone sarebbero cadute nella trappola, rimettendoci somme tra i 1800 e 16mila euro, per un importo complessivo di oltre 150mila euro.

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Nel febbraio del 2014, Faggiano patteggiò, nel processo per direttissima, nove mesi di reclusione proprio per aver offerto un posto di lavoro alla Marozzi a una trentenne di Veglie in cambio di duemila euro.

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