Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

I lettori accendono la miccia della protesta: "Pronti a occupare il Rettorato"

I sindacati indicono lo stato d'agitazione a causa della mancata liquidazione del trattamento integrativo per il mese di marzo. "I lavoratori non sono tenuti a rispettare le clausole del contratto". Possibili disagi per gli studenti

LECCE – Il taglio del trattamento integrativo per il mese di marzo, disposto dall'amministrazione universitaria, è stato al centro della infuocata assemblea indetta dai lettori e collaboratori linguistici (Cel) dell'ateneo. Un incontro cui hanno partecipato, numerosi, anche gli studenti e le associazioni che rappresentano gli interessi degli universitari: destinatari di un servizio didattico che rischia  di essere penalizzato in qualità e quantità. E, per questo, non estranei al problema.

Le organizzazioni sindacali, da tempo sul piede di guerra, hanno infatti deciso di scaldare i motori della protesta. Indetto uffialmente lo stato d'agitazione, si procederà con un programma di azioni sempre più drastiche.

Il primo passo sarà l'occupazione, insieme agli universitari, della sede del Rettorato in occasione della riunione del prossimo Consiglio d'amministrazione, per proseguire con il probabile disimpegno delle clausole del contratto integrativo scaduto. L'inevitabile la conseguenza sarà la contrazione delle ore di attività: per gli studenti l'iniziativa si tradurrebbe in una riduzione di 50 ore di didattica.

I sindacati non abbandoneranno, comunque, le sedi della contrattazione decentrata, garantendo il proprio impegno nel proporre modifiche all'ultima bozza di contratto integrativo, inviata dall'amministrazione dell'ateneo il 7 aprile. Il fine rimane quello di pervenire all' accordo auspicato da lettori e collaboratori.

Lavoratori già "abbondantemente penalizzati", a detta di Flc Cgil, Cisl, Uil/Rua, Snals ed Rsu, a causa della disdetta unilaterale del contratto in scadenza a fine dicembre 2012 e dalla mancata "liquidazione di quasi la metà della retribuzione anche a quegli ex-lettori che, da più di due anni, attendono la ricostruzione della carriera per effetto di quanto disposto dall'articolo 26 della legge 240 del 2010".

Lettori e Cel si sarebbero trovati a pagare il prezzo di un "doppio errore" legato, da un lato, al presunto comportamento "antisindacale" dei vertici dell'ateneo, dall'altro al "ritardo con cui la stessa amministrazione applica le norme di legge".

In caso della mancata liquidazione del trattamento integrativo, quindi,  fermo restando le iniziative legali e le azioni di protesta già decise,  i lavoratori non sarebbero più tenuti a rispettare le clausole del contratto disdettato "unilateralmente". Tra cui, precisano i sindacati, l'obbligo di utilizzare il registro elettronico delle presenze (con conseguente ripristino del precedente registro cartaceo), e di osservare la ripartizione delle ore di lavoro tra attività didattiche ed extracurricolari.

"Tutto ciò – aggiungono i segretari - senza contare i maggiori oneri che verranno a gravare sul bilancio dell’università salentina".

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