Prostitute stuprate e rapinate: “Scotto esemplare per chi calpesta le donne”

Le motivazioni della sentenza a oltre 40 anni nei riguardi di quattro rumeni accusati delle aggressioni avvenute a Lecce nel 2015

Nell'immagine di repertorio, controlli sulla prostituzione a Lecce.

LECCE - Sono state depositate nei giorni scorsi le motivazioni della sentenza di condanna a oltre 40 anni di carcere inflitti ai quattro rumeni arrestati il 24 febbraio del 2015 con l'accusa di aver adescato prostitute nigeriane in piazzale Rudiae, a Lecce, fingendosi clienti, per poi picchiarle, violentarle in aperta campagna e rapinarle.

“La gravità dei fatti giustifica una condanna a pena esemplare, discostandosi ampiamente dai minimi edittali normalmente applicati da una giurisprudenza in generale notoriamente clemente in favore dei colpevoli, dovendosi dare in casi come quello in esame una risposta di giustizia severa e concreta non solo nei confronti delle povere vittime nigeriane ma anche in relazione ad una efficace e doverosa azione di contrasto dello stato italiano di fronte ad episodi turpi e abbietti, non potendosi accettare che in un paese civile vengano tollerate o punite lievemente scorribande notturne di stupratori in danno di prostitute, peraltro straniere e prive di adeguata tutela, ponendo in secondo piano la dignità e l’incolumità della donna per il sol fatto che svolga attività di meretricio”.

Così il giudice Carlo Cazzella ha motivato la decisione emessa il 24 febbraio scorso al termine del processo discusso col rito abbreviato nei riguardi dei quattro uomini. In particolare, undici anni, sette mesi e dieci giorni di reclusione, più tremila euro di multa, a Robert Catalin Badica, 27 anni; otto anni, otto mesi e venti giorni di reclusione e duemila e 333 euro di multa a  Ion Munteanu, 28; 11 anni, sei mesi e 20 giorni e duemila 933 euro di multa ad Andrei Gabriel Jlie, 23; dieci anni ed euro 2.533 di multa a Valentin Stanescu, 31. La sentenza contempla inoltre l'interdizione perpetua dai pubblici uffici, la libertà vigilata per tre anni, e il risarcimento dei danni pari a 30mila euro per ciascuna delle due vittime che si erano costituite parti civili al processo.

I reati contestati erano violenza sessuale di gruppo aggravata, sequestro di persona, rapina aggravata,  lesioni personali aggravate. Badica rispondeva anche di resistenza a pubblico ufficiale  e Monteanu di false dichiarazioni al pubblico ufficiale.

Il giudice Cazzella non ha riconosciuto le attenuanti generiche, “attesa la brutalità delle reiterate condotte, espressive di una personalità animalesca e di un totale disprezzo per le donne”.

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E' questo il finale dell'inchiesta avviata dagli agenti della squadra mobile di Lecce, a seguito della brutale aggressione subita, il 6 febbraio di un anno fa, da una nigeriana. La donna fu costretta dal gruppo a salire sull'auto, fu picchiata anche con l'uso di una corda, portata in una campagna isolata, stuprata e rapinata del cellulare e del denaro.

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