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Martedì, 18 Giugno 2024
Il blitz

Prostituzione minorile, dieci misure cautelari in Puglia: coinvolti anche due leccesi

Alle prime luci dell’alba un blitz della polizia che ha coinvolto Bari, Roma, Trani e il capoluogo salentino con i provvedimenti cautelari nei confronti di soggetti accusati di induzione e sfruttamento

BARI – Un giro di prostituzione minorile sgominato in Puglia da un’operazione della polizia, alle prime luci dell’alba di oggi, e che ha coinvolto le città di Bari, Roma, Trani e Lecce. Nel capoluogo salentino due sono state le misure cautelari ed entrambe hanno riguardato clienti: secondo gli investigatori, infatti, sarebbero stati al corrente del fatto di essersi ritrovati al cospetto di minorenni. 

Sono stati gli agenti della squadra mobile della Questura di Bari a eseguire un provvedimento cautelare, emesso dal gip presso il Tribunale del capoluogo pugliese, su richiesta della Procura della Repubblica, nei confronti di dieci persone, quattro donne e sei uomini.

In carcere sono finiti: Marilena Lopez, detta Marilù, 35enne di Bari; Antonella Albanese, detta Emma, 21enne di Bari; Federica Devito, detta Erika, 25enne di Toritto; Elisabetta Manzari, 20enne di Bari; Ruggiero Doronzo, 29enne di Trani; Nicola Basile, detto Nico, 25enne di Bari. L’accusa è di aver indotto, favorito, sfruttato, gestito ed organizzato la prostituzione di tre ragazze minori d’età, traendo un ingente guadagno dalle prestazioni sessuali offerte, a pagamento, a una pluralità di clienti.

Per due clienti, il leccese Fabio Carlino di 47 anni e un 42enne di Trani, Roberto Urbino, che consapevoli della minore d’età delle ragazze non avrebbero esitato a consumare rapporti sessuali con loro, in cambio di danaro, sono scattati gli arresti domiciliari. Per un terzo cliente, sempre leccese, di 55 anni, l'avvocato Stefano Chiriatti, è scattato l’obbligo di dimora nel comune di residenza. La stessa misura cautelare è stata disposta nei confronti di Michele Annoscia, 45enne barese, gestore di una struttura ricettiva nella quale tollerava l’esercizio abituale della prostituzione. 

Le indagini della squadra mobile

Le indagini sono state avviate dalla Squadra mobile di Bari, nel marzo 2022, a seguito della denuncia presentata dalla mamma di una 16enne, che aveva notato comportamenti anomali nella figlia e riscontrato la sua frequentazione con una maggiorenne, descritta come escort operativa nelle Marche.

I pedinamenti, gli appostamenti, le intercettazioni, una pluralità di audizioni, comprese quelle delle minori coinvolte nella prostituzione, eseguite con l’ausilio di psicologhe, hanno consentito di acquisire gli elementi investigativi che hanno condotto all’operazione di polizia eseguita questa mattina.

I fatti si sono consumati in alcune strutture ricettive, anche di lusso, delle province di Bari e Bat, a partire dal mese di ottobre del 2021. Le minorenni, all’epoca 16enni, sono state adescate ed introdotte nel mondo della prostituzione con la promessa, riscontrata, di facili guadagni, ove si consideri che alcuni clienti hanno pagato anche centinaia di euro per singole prestazioni sessuali. Il denaro guadagnato con la prostituzione veniva utilizzato, dalle ragazze, per acquistare abiti, borse e cenare in ristoranti costosi, adottando le cautele utili a non far scoprire ai propri parenti le cospicue disponibilità economiche e gli acquisti eseguiti.

Per la gestione dell’attività, venivano utilizzate utenze telefoniche dedicate, inserite in appositi annunci on line; vi era chi provvedeva alla prenotazione delle strutture ricettive, chi accompagnava le ragazze nelle camere e chi riceveva le telefonate dei clienti, fissando gli appuntamenti.

Le maggiorenni tratte in arresto ed il 29enne barese sfruttatore attendevano in stanze attigue che le minorenni terminassero le loro prestazioni, per ricevere personalmente il danaro dai clienti e corrispondere alle ragazze la quota loro spettante, corrispondente al 50 per cento della somma ricevuta.

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