Cronaca

Prostituzione nei centri massaggi, chiesti oltre 4 anni per il docente

Wenchang Chu, detto Vincenzo, 58 anni, noto nel mondo accademico, è fra i principali imputati nel processo nato dall'operazione "Peonia Rossa" svolta fra Brindisi, Lecce e Gallipoli

LECCE – Quattro anni e dieci mesi e una multa di 8mila euro. Questa la condanna richiesta dal pm Francesco Carluccio nei confronti di Wenchang Chu, detto Vincenzo, 58 anni, conosciuto nel mondo accademico leccese per essere stato professore associato presso l’Università del Salento e docente nel corso di laurea in fisica.

Il processo si sta svolgendo con rito abbreviato davanti al gup del Tribunale di Brindisi, Paola Liaci. Il docente di fisica è al centro di un presunto giro di prostituzione che avrebbe fruttato affari per una media di 150mila euro al mese a un gruppo di persone finite tutte sotto inchiesta nell’ambito dell’operazione “Peonia Rossa”, condotta dalla squadra mobile brindisina.

L’insospettabile Wenchang Chu, peraltro, sarebbe per gli investigatori non un esponente marginale, bensì il cardine attorno al quale ruotava tutto il meccanismo. Un classico dei tempi moderni, si potrebbe dire, quei centri per massaggi con uno sfondo a “luci rosse” che stanno fioccando ovunque. In questo caso, centri e appartamenti fra Brindisi, Lecce e Gallipoli.

A prostituirsi, sempre secondo le indagini, giovani donne cinesi, con tariffe a partire da 50 euro, che, arrivate in Italia con la speranza di trovare un’occupazione, sarebbero state piuttosto inghiottite in una sorta di vortice.      

prostutizione, operazione Peonia Rossa-2-2-2-2Sotto processo, fra coloro i quali hanno scelto l’abbreviato, c’è anche Liping Wang, detta Franca, 46 anni, residente a Brindisi, che ha chiesto il patteggiamento. Il gup s’è riservato di decidere. Per Lijuan Yu, detta Sofia, 53 anni, residente a Lecce e Changyu Zhu, detta Giada, 53 anni, residente a Taranto, il pm ha chiesto la condanna a tre anni e dieci mesi ciascuna e una multa di 7mila e 500 euro.

Le persone arrestate nell'Operazione Peonia Rossa-2-2-3-2L’operazione prese il nome di “Peonia rossa” da quello di un centro benessere di Brindisi che avrebbe funto da base alle attività del gruppo. Dieci in tutto furono le ordinanze di custodia cautelare emesse dalla Procura di Brindisi ed eseguite il 16 settembre dello scorso anno. Cinque, invece, le persone denunciate a piede libero.

L’indagine è nata dall’acquisizione di un volantino, avrebbe consentito di delineare e scardinare una vera e propria associazione a delinquere dedita allo sfruttamento, all’induzione ed al favoreggiamento della prostituzione di giovani ragazze orientali. Alcune sarebbero state costrette a cedere i propri corpi alla clientela anche con violenza e minacce, fra cui quelle di ritorsioni (anche di morte) nei confronti dei parenti rimasti in Cina. Il denaro sarebbe stato trasferito in Cina attraverso l’uso di passaporti esibiti in fotocopia.

La prostituzione non si sarebbe esercitata solo a Brindisi, come detto, ma anche a Lecce, in via Pozzuolo, in via XXIV Maggio e via Bruni, in un’abitazione di via vecchia Frigole e a Gallipoli, in via Alfieri.

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