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Donna nigeriana condotta in questura (Luca Capoccia Photo).

Donna nigeriana condotta in questura (Luca Capoccia Photo).

Prostituzione, una task-force per l'offensiva: controlli nelle vie del sesso e in case

A distanza di pochi giorni la polizia è tornata nelle zone battute da transessuali, ragazze dell'Est e africane che esercitano lungo le strade del capoluogo, ma anche in alcuni appartamenti. Una nigeriana denunciata, due ragazzi segnalati per droga. Fenomeno in lieve calo

LECCE – Ormai è una vera e propria offensiva. Appena quattro notti dopo, la polizia è tornata a rastrellare le vie del sesso. E nel corso del fine settimana precedente, vi era stato anche un controllo a tappeto della polizia locale.

Se leggi antiquate e inattuali rispetto alla portata attuale del fenomeno della prostituzione permettono un raggio d’azione ristretto a chi deve mantenere l’ordine, il potere della dissuasione tramite controlli costanti, una sorta di tortura della goccia cinese, sembra che stia sortendo qualche effetto.

A giudizio della questura, infatti, rispetto alle ultime uscite mirate, sembra che si sia registrata una lieve flessione del numero di soggetti dediti alla prostituzione presenti nelle vie di Lecce al calar del sole.

Questo forse anche perché alcuni fra gli stessi consumatori del sesso clandestino si sentono intimoriti e preferiscono girare al largo. I cittadini, specie chi ha la sfortuna di risiedere nelle zone “prescelte”, e che da anni protestano con vigore, attendono però soluzioni definitive; ma questo, appunto, dovrebbe essere demandato al legislatore e non all’esecutore.

Certo è che nelle ultime ore, fino a ben oltre mezzanotte, i controlli disposti dal questore Pierluigi D’Angelo sono andati avanti a oltranza, forse più che in altre occasioni. Vale a dire, ampliando il raggio d’azione e quindi i luoghi in generale in cui si esercita il meretricio sulla mappa del capoluogo.

Come riferito nel capitolo precedente, ampie fette di città sono ormai saldamente suddivise fra chi esercita il mestiere più antico del mondo: transessuali, ragazze dell’Est (specie romene e bulgare) ed extracomunitarie africane (soprattutto nigeriane) hanno i loro punti di ritrovo disseminati lungo un ideale percorso che parte dai dintorni stazione ferroviaria e, attraverso alcune zone in particolare del quartiere Rudiae-Ferrovia, si snoda verso la strada che conduce alla frazione di Villa Convento.    

La polizia ha provato a setacciarli tutti, e quindi nella notte è stata messa in piedi una massiccia task-force composta da agenti della Sezione volanti (comandati dal vicequestore aggiunto Eliana Martella, che ha diretto le intere operazioni), con il supporto del Reparto prevenzione crimine, della Divisione immigrazione e della Squadra mobile.

Si è partiti, dunque, da viale Oronzo Quarta e strade limitrofe (Don Bosco e Martiri d’Otranto), per raggiungere piazzale Rudiae e da qui anche via Vecchia Carmiano, arrivando poi a inoltrarsi fino alla strada provinciale per Novoli.

Una donna nigeriana è finita nella rete dei controlli proprio mentre stava facendo alcuni bisogni personali e per questo, una volta ricomposta, è stata condotta in questura, dov’è stata denunciata per atti contrari alla pubblica decenza. In più, non aveva nemmeno documenti d’identità al seguito.

Due ragazzi leccesi, invece, sono stati segnalati per uso di stupefacenti. Fermati per un controllo nella “zona a luci rosse”, ne avevano modiche quantità. E c’è di più. La polizia ha anche individuato due appartamenti in cui si esercita la prostituzione e gli investigatori sul punto avvisano: anche nei prossimi giorni l’attenzione resterà alta e si cercherà di colpire con i provvedimenti amministrativi consentiti dalla legge. Anche perché, appena si allenta la morsa, il problema riprende subito quota. In passato è già successo. 

In esclusiva: le foto del blitz avvenuto nella notte che traccia una parte della mappa del sesso in città. 

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