Cronaca

Anno giudiziario, Aiga: "Più rappresentanza a noi giovani avvocati"

In vista dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, i portavoce dell'associazione hanno chiesto più spazio. Numerose le criticità della giustizia, dal sovraffollamento carcerario, alla crisi. Domani, Rella abbandonerà la presidenza

Foto di repertorio (tutti i diritti riservati)

LECCE -  Credono di essere vittime di un "grave deficit di rappresentanza, dovuto al sistema poliarchico di governo della nostra classe, che produce una continua confusione dei ruoli e genera un mancato coordinamento delle nostre voci con gli interlocutori politici e non solo".  In occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, che si celebrerà domani, il grido di allarme dei giovani avvocati  leccesi, non ha tardato a farsi udire. "Da giovani avvocati, che credono nello Stato di diritto e nel valore supremo della giustizia, auspichiamo che da questo distretto possano giungere ordinanze di remissione alla Corte costituzionale sull’articolo 26 della legge 12 novembre 2011, che ha sancito l’estinzione del giudizio di appello per chi, senza avviso, entro il termine di sei mesi non dichiara di essere ancora interessato alla lite". Sono alcune delle parole di Paolo Gaballo, il presidente dell'associazione italiana Giovani avvocati. "Così come attendiamo con ansia il pronunciamento del giudice delle Leggi in ordine alla disciplina della mediazione civile obbligatoria, strumento maldestramente disciplinato, che ha trasformato il diritto di difesa in mero business per gli organismi di conciliazione e per gli enti formatori di mediatori civili".

Il sovraffollamento carcerario, costituisce l'altro problema che i giovani avvocati non sono più disposti a tollerare. "Speriamo che il recente intervento legislativo non resti sulla carta, ma che siano dati strumenti alla magistratura di sorveglianza, ai sevizi sociali ed agli operatori di polizia giudiziaria di applicare ed attuare la norma in temi rapidissimi. Ma siamo anche preoccupati del gravissimo stato di crisi in cui versa l’Avvocatura Italiana; una crisi non solo economica, maggiore e più grave di quella che coinvolge il nostro Paese", ha proseguito Gaballo. "Le recenti statistiche diramate dalla Cassa di Previdenza dimostrano un continuo calo del reddito pro-capite degli avvocati, in persistente discesa dal 2007, con una perdita di ricchezza dell’avvocato medio italiano del 12 per cento (comprensivo dell’inflazione) nel triennio 2008-2010. Tale crisi colpisce maggiormente i soggetti deboli della nostra categoria: i giovani e le donne". Quella dell'Aiga non è, tuttavia, l'unica forma di protesta. Durante la cerimonia di domani, infatti, il presidente dell'Ordine degli avvocati di Lecce, Luigi Rella, abbandonerà l'aula dopo la lettura di un comunicato in segno di dissenso.

 

 

 

 

 

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