Donazione di sangue contro i tagli sulla sicurezza. Delegazione salentina a Roma

I sindacati autonomi aderenti alla Consulta per la sicurezza hanno indetto una protesta per il 27 di agosto, in Piazza del Popolo. Presenti agenti della polizia di Stato, di quella penitenziaria, agenti della forestale e vigili del fuoco

Il segretario provinciale del Conapo Giancarlo Capoccia.

LECCE – Alla manifestazione del 27 agosto a Roma contro i tagli del governo, ci sarà anche una delegazione della provincia di Lecce composta da vigili del fuoco, poliziotti, agenti della penitenziaria e del corpo forestale dello Stato. Tutti nella capitale all’insegno dello slogan : “Visto che il Governo ci sta togliendo il sangue, allora noi preferiamo donarlo ai cittadini.”

La protesta, che avrà Piazza del Popolo come sede, è stata promossa dalle organizzazione sindacali autonome della Consulta sicurezza Sap (polizia di Stato), Sappe (polizia penitenziaria), Sapaf (corpo forestale) e Conapo (pompieri). Il segretario provinciale di quest’ultima sigla, Giancarlo Capoccia, guiderà la delegazione dei vigili del fuoco.

“Centinaia e centinaia di poliziotti, penitenziari, forestali e vigili del fuoco - sostengono in una nota le segreterie nazionali delle 4 organizzazioni riunite nella consulta sicurezza - si ritroveranno in piazza del Popolo, a Roma, assieme ad un'autoemoteca che effettuerà prelievi di sangue. I nostri iscritti aderiranno in massa per dare un segnale forte a questo Governo che ha continuato a tagliare sulla sicurezza come i precedenti esecutivi e che sta perdendo l’opportunità storica di riformare l’apparato della sicurezza, riducendo e unificando le forze di polizia e accorpando ove possibile le elefantiache strutture dipartimentali del ministero dell'Interno”.

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“Spiegheremo alla gente - aggiungono - le ragioni di una protesta che non è legata soltanto a rivendicazioni stipendiali, anche se le nostre retribuzioni sono al palo da cinque anni e il tetto salariale ci penalizza in misura maggiore rispetto al pubblico impiego. Alla gente spiegheremo che senza una riforma della sicurezza ci sarà sempre meno sicurezza, che le donne e gli uomini in divisa stanno dando il sangue a uno Stato che non li merita e non li rispetta, che non ci permette di tutelare al meglio i cittadini e che troppo spesso si ricorda dei suoi servitori solo quando muoiono da eroi in servizio. Noi non ce la facciamo più”. I sindacati annunciano anche un presidio permanente davanti a Montecitorio che si protrarrà fino al 10 settembre.

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