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Protesta contro la rimozione dei pini, assolti tutti e sette gli imputati

Dopo sei anni dall’episodio avvenuto a Campi Salentina, è arrivato il verdetto nel processo di primo grado: sono cadute le accuse di oltraggio a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio

CAMPI SALENTINA - Si è chiuso con l’assoluzione di tutti e sette gli imputati il processo nato dalla protesta avvenuta  a Campi Salentina il 17 luglio del 2014, durante i lavori per la rimozione di 32 pini su viale Nino De Palma, finalizzata alla messa in sicurezza della strada. A pagarne di più le spese, in insulti e minacce, sarebbe stato l’allora assessore ai Lavori Pubblici, Angelo Sirsi che, in quella circostanza, riportò anche una contusione a una mano.

A mettere i sigilli all’inchiesta che inizialmente contava in tutto 15 indagati (per otto dei quali fu disposta l’archiviazione), tra assoluzioni e non doversi procedere, è stato il giudice monocratico della seconda sezione penale Bianca Maria Todaro, al quale la pubblica accusa aveva invocato 1 anno e 9 mesi di reclusione.

Sott’accusa per oltraggio a pubblico ufficiale e interruzione di pubblico servizio, erano finiti l’ex sindaco di Campi Massimo Como, di 54 anni; Alessandro Patruno, di 72; Luigi Taurino, di 67; Raffaele Mignone, di 36 anni; Massimo Maci, di 38; Stefano Orlando, di 36, e Pasquale Guerrieri, di 53.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro novanta giorni.

Gli imputati erano difesi dagli avvocati Raffaele Benfatto, Paolo Maci, Viola Messa, Gianluca Tarantino e Roberto Frassanito.

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