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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

“Esclusi dall’indennità di amministrazione”, nuovo sit-in di protesta degli ispettori del lavoro

Questa mattina davanti alla prefettura. Rappresentanze sindacali unitarie assieme a Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confintesa e Flp hanno proclamato lo stop tra due settimane

LECCE – Esclusi dall’indennità di amministrazione, tornano in strada. Nuovo sit-in dei lavoratori dell’Ispettorato del lavoro di Lecce. Dopo la protesta dello scorso 28 febbraio davanti alla sede di via Giovanni Paolo II, sono tornati in strada, stavolta davanti alla prefettura. Rappresentanze sindacali unitarie e sindacati hanno preannunciato la partecipazione allo sciopero nazionale del 18 marzo.

In un documento consegnato al prefetto, lavoratori e sindacati spiegano le ragioni della protesta. “Nei giorni scorsi abbiamo subito l’ennesimo schiaffo alla nostra dignità”, scrivono Cgil, Cisl Fp, Uilpa, Confintesa e Flp. Sotto accusa la bozza del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che esclude i lavoratori dell’Ispettorato nazionale del lavoro dall’adeguamento dell’indennità di amministrazione, prevista per i dipendenti dei vari ministeri. Le sigle sindacali chiedono ora a Mario Draghi di riconoscere l’adeguamento dell’indennità anche ai dipendenti dell’Ispettorato del lavoro.

“Per dipendenti dell’Inl l’applicazione del contratto collettivo nazionale comparto Ministeri. Applicazione che però è avvenuta a compartimenti stagni. I dipendenti sono infatti rimasti esclusi dall’armonizzazione dell’indennità di amministrazione, che è stata invece riconosciuta ai dipendenti del Ministero del Lavoro. Un’esclusione incomprensibile visto che per effetto del decreto legislativo che ha istituito l’Inl i suoi dipendenti sono equiparati a quelli del Ministero del Lavoro”, scrivono le rappresentanze sindacali unitarie e i segretari dei sindacati che hanno proclamato stato di agitazione e sciopero. “Non si possono chiedere ulteriori responsabilità e compiti in materia di vigilanza su salute e sicurezza sul lavoro e contemporaneamente escluderlo dall’adeguamento dell’indennità di amministrazione. Sollecitiamo da anni il superamento del cosiddetto “costo zero”, chiedendo anche l’immissione di risorse umane e finanziarie necessarie al suo pieno funzionamento”, scrivono in una nota le organizzazioni sindacali.

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