Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Clinica “Città di Lecce hospital”, stipendi in ritardo e scatta l’allarme

I lavoratori ed i sindacati proclamano lo stato d'agitazione. Da domani assemblee quotidiane. Ma a monte della crisi di liquidità ci sarebbe il mancato pagamento da parte della Asl di Lecce di una transazione da 15 milioni di euro

L'ingresso della clinica.

 

LECCE - Un mese di arretrato nei pagamenti dei dipendenti della clinica privata “Città di Lecce hospital” e scatta lo stato d’agitazione dei dipendenti, proclamato dalle sigle sindacali Cgil Fp, Cisl Fp e Uil Fpl, con tanto di minaccia di sciopero se la situazione non dovesse rapidamente rientrare. La crisi di liquidità annunciata dalla clinica, una struttura accreditata presso il servizio sanitario nazionale che fornisce prestazioni mediche di eccellenza, al punto di essere considerata il primo polo chirurgico della Puglia, è piuttosto sorprendente.

Ed infatti, come precisato dall’amministratore delegato del centro, Giuseppe Straziota nell’incontro odierno con i sindacati, il problema finanziario sarebbe a monte, cioè “nel mancato versamento, da parte della Asl di Lecce di 15 milioni di euro, la somma complessiva di una transazione chiusa che però non è stata corrisposta. – spiega Silvio Cataldi di Fp Cgil – Stando a quanto riferito dall’amministratore, l’impegno con le banche che attendevano quei soldi non è stato mantenuto. Da qui il mancato versamento degli stipendi ai lavoratori”. Nessuna crisi aziendale all’orizzonte, dunque. Ed il problema sarebbe solo locale, se è vero che “i dipendenti del gruppo Villa Maria di Bari, cui appartiene il centro medico in questione, sono stati regolarmente pagati”.

I sindacati non hanno avuto modo di confermare o meno la versione dei fatti con il direttore generale della Asl, Valdo Mellone che “si sarebbe anche rivolto all’avvocatura regionale a proposito della transazione con la clinica”, aggiunge Cataldi. Intanto hanno inviato una comunicazione alla Prefettura di Lecce, alla Direzione generale della Asl di Lecce all’amministrazione della clinica, per una soluzione in via conciliativa del disagio che riguarda quasi 150 tra infermieri e personale amministrativo, cui si aggiungono altre 180 unità del personale professionista e dell’indotto, ugualmente a rischio stipendio.

Cominceranno già domani le assemblee quotidiane dei sindacati con i dipendenti per monitorare gli sviluppi, fino al concreto rischio di uno sciopero già dai primi di luglio.

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