No Tap, protesta in prefettura. Salta il concerto del Primo Maggio a Martano

Decine di manifestanti nel cuore di Lecce, rallentamenti e code in centro. A San Basilio bloccato l'accesso agli operai per intervenire sulla recinzione danneggiata e dell'autobotte per innaffiare gli ulivi in vaso

Nella foto i manifestanti su via XXV luglio.

LECCE - Il Comitato No Tap ha organizzato una manifestazione di protesta davanti alla prefettura di Lecce, accusando l'organo di rappresentanza del governo di essersi delegittimato agli occhi della popolazione locale che denuncia il cedimento alla società Tap.

All'indomani del completamento degli espianti nel cantiere di San Foca, blindato dalla presenza di circa duecento uomini delle forze dell'ordine, una ottantina di manifestanti, nel cuore del capoluogo, hanno rallentato il traffico veicolare, raccogliendo qualche incitamento da parte degli automobilisti ma anche qualche vibrante protesta, sfociata in un paio di casi nel tentativo di forzatura del blocco e l'intervento della Digos.

Il tutto mentre in località San Basilio, a San Foca, un altro gruppo di attivisti del presidio permanente, ha impedito l'ingresso nel cantiere dell'autobotte mandata per innaffiare i 43 ulivi collocati nei vasi dopo l'espianto e, secondo gli accordi sanciti in prefettura, destinati a rimanere nell'area senza essere trasportati in quella di stoccaggio distante otto chilometri. Impedito anche l'intervento del personale incaricato della sistemazione o della rimozione della recinzione, danneggiata e rimossa in più tratti nel corso delle settimane passate.

"Viene così per l’ennesima volta confermato che ai manifestanti e agli attivisti del presidio delle piante di ulivo non importa assolutamente nulla - scrive Tap in una nota -. E che un’area del territorio nazionale, un’area del territorio di Melendugno è da tempo sostanzialmente sottratta alle leggi della Repubblica, in balia della violenza esercitata da un piccolissimo gruppo". Secondo la società le piante sono a secco da otto giorni.

Ma non finisce qui la cronaca della mattinata: il coordinamento Primo Maggio No Tap ha annullato il concerto che si pensava di organizzare a Martano. In un post su Facebook sono state spiegate le ragioni della decisione: "Nelle ultime 24 ore la tensione è salita inesorabilmente a più livelli. Quanto successo al cantiere è noto (blitz della polizia compiuto la scorsa notte nell'area del cantiere Tap). L’evento del Primo Maggio No Tap è diventato insostenibile politicamente. Abbiamo lavorato tanto, ci abbiamo creduto fino all’ultimo ma dobbiamo necessariamente preservare le ragioni della lotta e tutti quelli che ci hanno messo la faccia e il loro sostegno".

"Abbiamo lottato contro il tempo. Abbiamo superato con grandi difficoltà ostacoli che apparivano insormontabili: quelli che pensavano che il palco del primo maggio fosse la propria vetrina elettorale; quelli che volevano fare business; quelli che non ritengono l’arte e la musica strumenti di lotta. Abbiamo dovuto fare i conti con le esigue risorse economiche raccolte. E lottiamo contro quelli che ritengono il coordinamento, dopo i fatti accaduti la scorsa notte, complice di Tap, prefettura e forze dell'ordine perchè ritenevamo, a maggior ragione dopo quanto accaduto, fosse ancor più necessario far cantare il palco del Primo Maggio No Tap".

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Il coordinamento, che ribadisce l'impegno contro la realizzazione del gasdotto continuerà nei prossimi mesi, restituirà ai donatori quanto raccolto nella campagna di crowdfunding.

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