Sabato, 31 Luglio 2021
Cronaca

Operai Palumbo, “via crucis” nel cuore della città per sbloccare la regionale 8

Da Piazza Sant'Oronzo, alla sede della Provincia fino alla prefettura. La protesta itinerante dura tutta la mattinata. Apertura del presidente Gabellone su nuova riconvocazione di tutti gli attori di una vicenda che compie 25 anni

Un momento della manifestazione

LECCE – La “via crucis” degli operai Palumbo, assoldati per il cantiere della strada regionale 8, inizia di buon’ora. Appuntamento alle 7 per l’assemblea sindacale nella sede del gruppo edile, due ore più tardi si trasferiscono nel cuore della città, srotolando striscioni ai margini di piazza Sant’Oronzo. I 250 lavoratori fermi al palo di un’infrastruttura paralizzata da ben 25 anni, hanno scelto di nuovo Lecce per manifestare la loro rabbia e incredulità.

Gli ultimi mesi sono stati densi di attesa e costellati da innumerevoli, quanto inutili, presidi organizzati in vari punti di Lecce, con blocchi del traffico ripetuti lungo via XXV luglio. Per questo il sit-in odierno, purtroppo, non sorprende nessuno. La realtà è che tra le pieghe della burocrazia e dei ricorsi presentati dalle ditte contrarie agli espropri dei terreni agricoli lungo il tracciato, per non parlare delle lungaggini sulla valutazione di impatto ambientale (Via scaduta per la norma regionale, ma valida per quella nazionale), si è consumato un pezzo di vita di questi lavoratori. Operai in bilico tra il dramma di una cassa integrazione in deroga, nemmeno corrisposta, e la mancanza di certezze sull’avvio delle ruspe.

Nel corso del tempo, alcuni nodi burocratici sono stati sciolti. Ma il progetto della strada che dovrebbe collegare Lecce a San Foca, passando per Vernole, seppur già modificato nei punti richiesti dai Comuni interessati (Lecce, Lizzanello, Vernole e Melendugno ), continua a rappresentare una bella gatta da pelare. Di traverso, si sono messi un po’ tutti: dalle associazioni di cittadini preoccupati per l’impatto ambientale, fino alle aziende che hanno presentato ricorso contro l’esproprio.

Ora spunta fuori la possibilità di ammodernare il progetto, rivisitarlo alla luce di tutte le contestazioni. “Anche se il 90 percento del tracciato risulta approvato e non sottoposto a vincoli o problematiche di natura tecnica”, precisa il sindacalista Sandro Russo di Filca Cisl. Le eventuali modifiche, infatti, potrebbero concentrarsi  lungo il tratto all’altezza di Vernole, su cui insiste la proprietà di un’azienda ricorrente. Ma per il sindacalista “l’importante è che comincino, finalmente, i lavori nei chilometri concordati”.

I tre segretari di categoria di Cgil, Cisl, Uil, insieme ad una delegazione di operai, in mattinata hanno incontrato il presidente della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone. Anche palazzo dei Celestini è stato preso di mira dalla protesta, per quanto l’ente non sia direttamente coinvolto nella vertenza. La solidarietà di Gabellone si è sviluppata in un impegno a convocare la prefettura per organizzare l’ennesimo tavolo tecnico. Un nuovo incontro in cui tutti i soggetti, politici e tecnici, possano riuscire a sbrogliare la matassa.

Ma i “detrattori” del progetto, portatori di altri interessi, saranno ben accolti? “Certo, noi non chiudiamo le porte a nessuno. Si può ragionare sulle modifiche, ma non ci possono trattare ancora come palline di ping pong, rimandarci nel tempo. – risponde il sindacalista Cisl– Né precludere il futuro degli operai con gli ammortizzatori sociali agli sgoccioli e nessuna prospettiva di occupazione”.

D’altronde, se il finanziamento di 55 milioni di euro andasse realmente in fumo, lo stesso gruppo edile Palumbo avrebbe gioco facile nel richiedere un risarcimento danni. “Saremmo noi ad avere la peggio”, tuonano gli interessati che hanno concluso il loro sit-in ai piedi della prefettura. 

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