Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Prove insufficienti, archiviata inchiesta per violenza sessuale sulla figlia minore

Il gip Alcide Maritati ha emesso un decreto che chiude una vicenda che vedeva al centro, come indagato, un 38enne di Ugento. Già in prima battuta il pm Stefania Mininni aveva avanzato richiesta di archiviazione. Due perizie non hanno fatto emergere elementi tali da poter procedere in giudizio

LECCE – Archiviato il caso che vedeva al centro un uomo di 38 anni di Ugento, sul quale pendeva un’inchiesta per violenza sessuale sulla figlia minorenne, al di sotto dei 10 anni di età all’epoca dei fatti. Insufficienti gli elementi raccolti, tanto da condurre il gip Alcide  Maritati a emettere un decreto che chiude il caso in un nulla di fatto. L’uomo è difeso dall’avvocato Ezio Garzia.

Tutto è nato dopo la denuncia della madre della piccola, separata dal marito da alcuni anni. La donna è in conflitto con l’ex, tanto che è in corso un procedimento penale pendente dinanzi alla sezione del Tribunale di Casarano per denunce reciproche. E’ stato esattamente nel 2010 che la donna ha presentato querela, ipotizzando la consumazione di atti sessuali compiuti dal padre sulla bambina.

Inevitabilmente, la Procura di Lecce ha aperto un’inchiesta e il pubblico ministero Stefania Mininni ha chiesto e ottenuto, con incidente probatorio, una perizia per valutare la capacità a rendere testimonianza della bambina. L’ordinanza del gip, in tal senso, risale al 20 giugno del 2011.   

La nomina è caduta su Marilena Mazzolini di Roma, psicoterapeuta dell’età evolutiva, che, dopo aver ascoltato la piccola e la sola madre, ha concluso dichiarando che i ricordi della minore  sarebbero incerti e, soprattutto, che ci potrebbe essere stata un’influenza esterna sulla bimba. Ragion per cui, non ha ritenuto che fosse idonea a testimoniare, non presentando una condizione di credibilità clinica in relazione ai racconti svolti nella vicenda giudiziaria. Ed evidenziando una sofferenza psicologica legata alla difficile condizione familiare generale.

Sulla scorta di tali valutazioni, il pm ha chiesto l’archiviazione del caso, di fronte alla quale l’avvocato Roberto Bray, difensore della madre e della bimba, ha presentato opposizione.

Il gip ha quindi disposto ulteriori indagini con un’ordinanza del 12 giugno dello scorso anno, tramite l’ascolto di persone informate sui fatti e, soprattutto, con l’eventuale esame protetto della minore. Il pm, intanto, con un’istanza del 14 luglio del 2012, ha chiesto nuovo incidente probatorio per ascoltare la minore. Richiesta ammessa dal giudice per le indagini preliminari il 16 ottobre. L’ascolto protetto è avvenuto il 6 novembre scorso, con l’ausilio di un perito, la psicologa Sara Scrimieri. Il 14 marzo scorso, vista l’insussistenza di elementi sufficienti a sostenere l’accusa in giudizio, il pm ha di nuovo avanzato richiesta di archiviazione, accolta dal gip. 

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