Domenica, 1 Agosto 2021
Cronaca

Pugni, schiaffi e calci al figlioletto autistico: la madre davanti al giudice

Una 46enne residente in un comune della Grecia Salentina è accusata di aver maltrattato il figlio perché non avrebbe mai accettato la patologia di cui è affetto. Il processo si aprirà il 7 settembre col rito abbreviato

LECCE - Non avrebbe accettato l’autismo del figlio di dodici anni, e così lo avrebbe minacciato ripetutamente, anche di morte,insultato con parole volgari e offensive, arrivando, in preda alla rabbia e all’ira, a picchiarlo con calci, schiaffi e pugni al volto. E’ questa la storia che vedrà al banco degli imputati una madre di 46 anni residente in un comune della Grecìa Salentina.

Questa mattina, la donna ha chiesto e ottenuto di essere giudicata con l’abbreviato dal giudice per l’udienza preliminare Michele Toriello, chiamato a decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla Procura di Lecce, al termine delle indagini avviate sul suo conto.

Nel processo che si aprirà il prossimo 7 settembre col rito speciale (che in caso di condanna le consentirà di beneficiare dello sconto di un terzo della pena), l’imputata, assistita dall’avvocato Tony Indino, cercherà di dimostrare l’estraneità a tutte le accuse mosse dal padre del piccolo nel periodo in cui era iniziata la separazione e che lo scorso dicembre ha ritirato la denuncia.

Stando all’inchiesta, aperta proprio in seguito alla denuncia dell’ex marito e sfociata nell’obbligo di allontanamento, su disposizione del gip Edoardo D’Ambrosio, che poi è stato revocato, la 46enne avrebbe maltrattato in più circostanze, fino al mese di aprile del 2020, il piccolo, affetto da autismo e invalido al cento per cento.

Stando agli accertamenti svolti dalla magistratura, il bambino sarebbe stato sottoposto abitualmente a vessazioni, offese, aggressioni fisiche violente in ragione del fatto che la madre non avrebbe mai accettato la patologia fisica e psichica di cui è affetto.

Ma, come detto, la donna ha sempre negato di aver alzato anche un solo dito contro il bambino ed è fiduciosa di poter dimostrare la sua innocenza il 7 settembre davanti al giudice.

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