Martedì, 27 Luglio 2021
Cronaca

Punta Palascia, chiusa l'udienza si attende la sentenza

Dopo i due rinvii consecutivi, è terminata la discussione nel merito del progetto di ampliamento dell'installazione militare sul punto più a est d'Italia. Sentenza depositata al massimo entro 3 mesi

Un'immagine dell'udienza odierna davanti ai giudici del Tar di Lecce.

LECCE - I giudici del Tar di Lecce si esprimeranno definitivamente nelle prossime settimane sul ricorso dei soggetti che si oppongono all'ampliamento dell'installazione della marina militare a punta Palascia (Otranto). L'udienza di oggi, dopo l'ultimo rinvio del 23 febbraio, è durata poco più di venti minuti e si è conclusa con le rassicurazioni del presidente del collegio, Antonio Cavallari, sull'esistenza di tutti i presupposti per una decisione.

La sentenza potrebbe arrivare ben prima dei quarantacinque giorni previsti dalla legge (estendibili fino a novanta secondo il codice di autoregolamentazione). Il collegio giudicante è composto, oltre che dal presidente, da Luigi Viola e da Massimo Santini (relatore). Per i ricorrenti erano presenti gli avvocati Adriano Tolomeo e Valentina Stamerra, Simona Libertini per l'Avvocatura dello Stato che tutela gli interessi del ministero della Difesa.

In attesa, dunque, della decisione, si è conclusa la fase del dibattimento, prolungata per mesi dai due rinvii. Il primo è del 17 novembre, quando furono i ricorrenti a chiedere di aggiornare la discussione. Dopo aver preso visione di alcune carte coperte dal segreto di Stato, ritennero infatti di aggiungere ulteriori motivazioni al ricorso. Il 23 febbraio il secondo rinvio, per l'incompletezza di alcuni documenti, secondo i legali dei comitati, per la genericità del ricorso, invece, nella versione dell'avvocatura. Tant'è. Quello che manca adesso è la sentenza contro la quale, come prevede l'ordinamento, potrà sempre essere presentato appello al Consiglio di Stato.

Per quanto è dato sapere il progetto preliminare prevede la realizzazione di due torri dell'altezza compresa tra i sette metri e gli undici metri mentre in quello esecutivo sarebbero stati accolti alcuni rilievi tanto da ridurre il numero delle torri a una soltanto . Per anni la questione di Punta Palascia ha attirato l'attenzione dell'opinione pubblica e degli organi di informazione, data la collocazione del faro nel tratto di costa compreso nel Parco Otranto - Santa Maria di Leuca nonchè il suo profondo valore simbolico come punto più orientale di Italia. Da qualche mese però esiste un nuovo fronte di contrapposizione rispetto ad installazioni di tipo militare: quello che oppone alcuni comitati alla costruzione di un radar di profondità nei pressi di Gagliano del Capo (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=27782).

Nel breve dibattimento di questa mattina, l'avvocato Libertini ha insistito su un tema sostanzialmente non nuovo, avanzando dei dubbi sulla legittima titolarità di interessi rilevanti nella questione da parte dei tre ricorrenti principali, il comitato "Giù le mani da Punta Palascia", i Giuristi democratici di Lecce e Pierfrancesco Scaffidi. Tolomeo e Stamerra hanno da parte loro ribadito la piena legittimità del ricorso e i punti deboli dell'iter seguito per l'ampliamento della struttura già esistente, i cui lavori sono stati sospesi dal Comune di Otranto nel luglio del 2007 (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=25104).

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