Lunedì, 20 Settembre 2021
Cronaca Otranto

Punta Palascia, Pellegrino: "Bloccheremo i lavori"

Il presidente della Provincia accoglie l'invito a portare l'argomento in Consiglio, ribadendo di aver accolto l'allarme. E in più assicura: "Se arriveremo in sede penale ci costituiremo parte civile"

Il faro della Palascia-5

Punta Palascia: si riparte. Questa volta scende in campo il presidente della Provincia di Lecce, Giovanni Pellegrino, che ha inviato al presidente della IV Commissione consiliare, Nicolino Sticchi, al presidente del Consiglio provinciale, Sergio Bidetti, all'assessore regionale all'ambiente, Michele Losappio e al sindaco di Otranto, Luciano Cariddi, una nota in risposta alla richiesta dello stesso presidente della IV Commissione, di inserire un Ordine del giorno, relativo alla "Punta Palacia di Otranto'', il sito collocato all'interno di un'area Parco, dove la Marina militare intende allargare le proprie strutture, tra gli argomenti che saranno esaminati dal Consiglio provinciale nella prossima seduta.

Il presidente Pellegrino, accogliendo l'invito a portare l'argomento in Consiglio, ha ritenuto di esprimere in anticipo il proprio punto di vista sulla questione. Pellegrino nella nota ribadisce di aver fin da subito condiviso l'allarme e la valutazione di illegittimità dell'intervento militare, vista la mancata autorizzazione paesaggistica del caso. Scrive Pellegrino: "Ho chiarito che, se chiamata a partecipare a procedimenti autorizzatori, la Provincia avrebbe espresso un parere negativo, senza se e senza ma". L'ordine del giorno, su cui sarà chiamato a pronunciarsi il Consiglio, stando a quanto afferma il presidente di provincia, impegnerà a realizzare "tutte le iniziative possibili ed indispensabili, affinché venga impedita qualsiasi modificazione sostanziale della zona di Punta Palacia, bloccandone la prosecuzione dei lavori ed eventualmente chiedendo la modifica degli elaborati progettuali, al fine di eliminare ogni impatto visivo delle opere; a valutare l'opportunità, se necessario, di costituirsi anche in giudizio, pur di far rispettare le procedure e la normativa vigente in materia di tutela paesaggistica, urbanistica ed ambientale, perché ciò serva di monito a tutti, Marina militare compresa".

Pellegrino fa, quindi, da uomo di legge, anche una valutazione giuridica della questione, affermando come la giurisprudenza sia "assolutamente pacifica nel ritenere che le opere militari sono esentate da ogni forma di controllo edilizio e da vincoli di conformità alla strumentazione urbanistica; e tuttavia è altrettanto pacifica nel ritenere che le medesime opere non sono esentate dal controllo paesaggistico, che va esercitato, sin troppo ovviamente, tenendo conto della pianificazione paesaggistica". Sarebbe, quindi, "fondato l'avviso che le costruzioni militari siano assoggettate ad un controllo non solo paesaggistico, ma più latamente ambientale".


C'è un ulteriore fattore da sottolineare, nel discorso del presidente Pellegrino: essendo Punta Palacia inserita nel Parco naturale regionale "Costa Otranto-Santa Maria di Leuca e Bosco di Tricase", non può ignorarsi che la normativa di salvaguardia del Parco escluda la legittimità di qualsiasi modificazione morfologica in tale zona. Un ultimo appunto, Pellegrino lo riserva alla richiesta che la Provincia si costituisca in giudizio, a tutela di Palascia; ma su questo discorso il presidente chiarisce subito: "A quanto appreso dagli organi di informazione, vi sarebbe in corso soltanto un giudizio innanzi al Tar ad iniziativa di un Comitato appositamente costituitosi, che chiede di accedere agli atti progettuali della Marina militare. Stante l'oggetto della controversia e la specificità del rito, non vedo spazi per un intervento di questa Provincia. Gli stessi sussisterebbero se Ufficio parchi regionale, e/o il Sindaco di Otranto adottassero ordinanze inibitorie dei lavori e la Marina militare dovesse impugnarle innanzi al Tar; in tal caso la Provincia non mancherebbe di costituirsi in giudizio ad adiuvandum dell'amministrazione resistente; così come la Provincia non mancherebbe di costituirsi parte civile, se ad iniziativa del pm un processo penale dovesse instaurarsi".

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