Venerdì, 30 Luglio 2021
Cronaca

"Quale progetto partecipato di rilancio comunale?

Pubblichiamo l'intervento del presidente dell'associazione "Il faro", che a poco più di un mese dalle amministrative a Monteroni, parla della mancanza di un progetto partecipato di rilancio comunale

di Massimo Lorenzo*

E' da diverso tempo che si assiste oramai alla formazione delle liste che si dovranno scontrare alle prossime elezioni amministrative per governare con stabilità e particolare intuito politico la città di Monteroni. E i cittadini Monteronesi in tutto ciò? Assistono inerti allo sconcertante caos politico che si starebbe pian piano delineando all'orizzonte. Nulla di più.

I gruppi politici sono fortemente presi dalla formazione delle liste, a cercare di piazzare quello o quell'altro candidato sindaco che potrebbe permettere, almeno sulla carta, maggiore stabilità politica (di cui il paese sembra essere assetato) al fine di garantire, a lungo termine, finalmente quella tanto auspicata e sospirata rinascita del Paese.

Sta mancando però, almeno da parte di chi assiste spettatore al particolare periodo politico della nostra cittadina, un aspetto fondamentale: il coinvolgimento, la partecipazione della gente alla formazione del programma politico, forse anche perché di programma ancora non si sente discutere.

Ed infatti crediamo che individuare la partecipazione come metodo da adottare tanto nella formazione di un programma politico nella fase pre-elettorale (perché non sia il solito progetto da realizzare all'ultimo momento che sembri quasi accontentare tutti nello schieramento), quanto
nella pratica amministrativa, è necessario per avviare un percorso di confronto vero, considerando la rete associativa, i movimenti, i cittadini che abitano nelle periferie, le organizzazioni sindacali, le associazioni imprenditoriali e di categoria.

Si tratterebbe di realizzare una forma di democrazia diretta rendendo le istituzioni sempre più amiche dei cittadini, aumentando ed incentivando la trasparenza e portando la discussione fuori dal "palazzo". Tale scelta scaturirebbe, innanzi tutto, dalla convinzione che le attuali società, moderne e complesse, non possono essere governate da una ristretta cerchia di persone e poteri ma sulla base di una ampia e capillare articolazione democratica, promuovendo la partecipazione di tutti i
cittadini, in forma individuale e collettiva, ed utilizzando tutti gli strumenti istituzionali ed amministrativi, compreso il referendum su questioni di massima importanza, al fine di favorire il formarsi della scelta migliore per il bene comune.

La concertazione si dovrebbe tradurre in un vero e proprio "modus operandi" dell'azione amministrativa, capace di farle compiere un salto di qualità, prima di tutto culturale, nel modo di affrontare i problemi per disincagliarli dalle pastoie burocratiche e facendoli diventare occasione di
cambiamento e di soluzione.

Per cui, una volta individuato il metodo attraverso il quale operare per la formazione del programma elettorale, è necessario che si inizi concretamente a parlare di programma perché ad oggi questa parola è sembrata ai più essere sconosciuta.

Ed infatti varie sono state le persone, i cittadini, che nel corso degli anni si sono rivolte alla nostra associazione perché fungesse da tramite, si facesse portavoce delle problematiche della popolazione di Monteroni. Ci riferiamo in particolare alle questioni ambientali che potremmo riassumere in esigenze legate alla riduzione dell'inquinamento acustico; qualità dell'aria che dovrebbe essere monitorata in maniera costante soprattutto in alcune zone, quali via Gramsci, via De Gasperi; inquinamento elettromagnetico; risparmio energetico e fonti rinnovabili; risorse idriche; mobilità sostenibile; piste ciclabili; raccolta differenziata; riqualificazione degli spazi verdi attrezzati proponendo anche un piano regolatore delle alberate (con particolare riferimento allo stato di degrado e di abbandono in cui versano la villa comunale di via Gramsci e quella interna di via De Gasperi, Palazzo Montinari) e non da ultimo la gente ha sempre richiesto interventi urgenti nelle periferie poiché spesso i cittadini si sentono abbandonati in quanto mancherebbe loro il giusto collante con l'organo amministrativo. Ed infatti sarebbe auspicabile proporre finalmente dei comitati di quartiere formati da persone che si facessero promotori delle problematiche anche piccole dei cittadini (la buca vicino casa; il randagismo diffuso, maggiore sicurezza e tranquillità con presidi costanti delle forze dell'ordine).

Auspichiamo pertanto che finalmente i neo candidati, una volta accantonate le fibrillazioni e le preoccupazioni per la formazione delle liste (con una partecipazione consistente -si spera- di giovani e di donne che si affacciano anche per la prima volta nel mondo della politica), riescano a
intraprendere concretamente un progetto partecipato di rilancio comunale.

*Massimo Lorenzo, presidente dell'associazione ambientalista di Monteroni "Il faro"

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