Cronaca

Quando il nome è destino, quello del viaggio...

Il Cutty Sark galleggia ancorato e ferito e nero di fumo, era l'unico veliero originale giunto a noi e varato nel 1869, testimone di mille traversate, a filo sulle acque del mondo, per milioni di nodi

Con un nome così non poteva che disegnare un percorso di vita vicino al mare, e traghettare con racconti lontani i pù fortunati. Quando segui la tua natura, quando cerchi di interpretare il tuo percorso, in effetti non sai mai dove possa portarti. Davvero una vera relazione d'amore e di odio quella tra noi e le cose da fare. Tra noi e la nostra vita.

Recentemente ho lavorato su un'intervista realizzata per la radio molti anni fa. Con l'aiuto di alcuni colleghi ho messo le immagini vicine a quel vecchio sonoro. È stata una grande esperienza ascoltare e riascoltare il testo nella fase di montaggio. Certe parole si ricordano per sempre e alcune le scopri per la prima volta. L'artista diceva:

"...la vita ha il suo proprio ritmo, non puoi imporle la tua volontà. Devi ascoltare quello che ti dice. E devi ascoltare quello che il tuo percorso ti sta dicendo. Non è terra che tu muovi con il trattore. La vita è più qualcosa della quale tu impari e dove ci metti dei semi dentro. È qualcosa con cui devi avere una relazione così che puoi fare esperienza. Non la puoi modellare. Non la puoi controllare. Così come gli uomini non possono controllare le donne..."

Il lavoro di tessitura porta anche ad incontrare dei nodi che interrompono l'intreccio. Sono quei momenti in cui smetti di credere nei sogni. Quando il pettine quei nodi si rifiuta di scioglierli.

Nel frattempo i paesaggi cambiano ancora, e sono sempre in movimento, mi sa che quello è il moto perpetuo che si dice non possa esistere, almeno senza un intervento esterno. Per cui le cose, le nuvole, il vento, hanno una loro vita e le previsioni del tempo fanno sempre un po' sorridere. E qui a Londra il tempo è tornato ad essere grey, grigio and rainy, la pioggia è tornata, così come le giacche e gli impermeabili. Ho scoperto da poco che uno degli argomentii su cui non si può contraddire un inglese è proprio il tempo. Qualunque cosa possa dire bisogna essere sempre d'accordo. È come se fosse una religione che non si discute.

Il tempo, le previsioni, sono una vera ossessione nel Regno Unito. Ma, a quanto pare sono l'unica chiave d'acceso sicura per cominciare una conversazione. La porta per entrare nel mondo del popolo più riservato del mondo. Una buona cosa da tenere in mente per "attaccare bottone", come si dice, con qualcuno che ci piace.
Dicevo all'inizio, con un nome così, la mia amica Marilisa Lanave, appunto, non poteva che portarmi nel mare delle domande che ci si pone quando si vive in una terra straniera, che non è quella in cui sei nata e cresciuta.

Mari-li-sa-la-nave, lei la Puglia l'ha lasciata una decina d'anni fa, veniva anche lei dal mare, da una grande città portuale come Bari. Ricominciare da zero, con in lavori più semplici e con poche parole d'inglese nel proprio bagaglio. L'incontro con l'amore, from England. Poi l'Università lungo il fiume dove si conta il tempo, a Greenwich, Docklands, l'area sul tamigi a Est della Big City. Con un nome così...
Col tempo, un inglese impeccabile e tanta esperienza fino all'ingresso di Scotland Yard, addirittura, la Polizia della Grande Londra. Che fantastico percorso.
Dalla piazza, mi indica verso l'acqua, quel che resta del Cutty Sark. Galleggia ancorato e ferito e nero di fumo, era l'unico veliero originale giunto a noi e varato nel 1869, testimone di mille traversate, a filo sulle acque del mondo, per milioni di nodi. Una settimana fa è stato divorato dalle fiamme di un incedio provocato forse dolosamente. E direi che ora dolo-ro-samente la testimonianza di un passato lontano ha il colore del fumo e del dispiacere.

C'è un tunnel che parte da lì e si può attraversare a piedi in trenta minuti fino a Canary Warf, da Sud-Est a Est, dove ci sono i tre grattacieli più alti del Regno Unito.
Da lì verso il famoso mercato di Greenwich. Coperto. Decine e decine di artisti espongono i loro lavori artigianali.

C'è perfino un italiano ad un bancone dove c'è in vendita il torrone. Dove c'è buon cibo c'è sempre un italiano. Si chiama Antonello e viene da Martina Franca, in provincia di Taranto. Unique Italian Nougat, recita l'insegna tra bandiere tricolore sistemate intorno allo stand.

Ed è un altro italiano, questa volta sardo, che soffia da curiosi sax fatti con il legno. Li fabbrica un giovane genio artigiano svizzero. Quanti viaggi che fa l'ingegno.
Melodie jazz, blues, si insinuano tra le vie delle bancarelle, creando un'atmosfera dolce e di conforto.

Una volta fuori, a pochi passi dalla Casa della Regina, e parlo della moglie di Enrico VIII -quella casa la Regina non fece in tempo a vederla perché morì prima. Ora è spesso teatro di film in costume ed anche di matrimoni, la sala potrebbe costare anche 10.000 sterline al giorno, quasi 15.000 Euro- ci si ritrova quasi subito nel grande parco di Greenwich.

C'è anche il meraviglioso Giardino dei Fiori. E ci sono i cerbiatti sulle colline di prato così ripide da togliere il fiato. Marilisa sorride compassionevole, lei fa quella strada tutti i giorni, e non con quella mia fatica. In alto, finita la scalata, c'è il National Maritime Museum ad attendere i visitatori. Ingresso gratuito. Ancora il passato del mare, dei navigatori, dei viaggi lenti e romantici. Le cartine geografiche, mappamondi, ancore di salvataggio.

Ci sono parole che salvano. Specie quando il bello si mischia al brutto. Una parola di troppo inquina il tuo umore e la qualità dei tuoi pensieri. Forse bisognerebbe inventare degli impermeabili per la mente, in modo da lasciare passare solo quello che ci fa bene.
Per fortuna ci sono le parole buone, come le azioni buone.
Incontri che salvano e pub, che accolgono gli affamati.

A metà passeggiata il Plume of Feathers costruito nel 1691, è il più antico pub della zona e rimasto originale come un tempo. Un caldo piatto inglese per rifarsi dal freddo e dalla salita, il Shepherd's pie, un pasticcio di patate ripieno di carne di manzo tritata, chiedo scusa ai vegetariani, ma il piatto era buonissimo. Grazie della gita.
Ci sono parole che salvano. Soprattutto quando ci si trova davanti a certi nodi così ingarbugliati. Si dice che la soluzione deve stare da qualche parte. E ho scoperto che nel mondo del mare, delle navi, c'è un nodo che si chiama "Gassa d'amante doppia". Ho letto che serve per imbragare e issare a riva un uomo, che vi si mette seduto.

Beh, ci sono nodi che salvano, evidentemente. Good to know, buono a sapersi.
Grazie a tutti i lettori. A chi lascia i messaggi, ancora una volta mi hanno portato gioia. Bentornata a Laura. Bello e sorprendente l'intervento dell'autore della lettera menzionata nel precedente articolo, Luca, che scrive da Roma. E poi Beppe, che si preoccupa dei paesaggi. Per questa settimana vi auguro di trovare un balsamo dal potere districante, nel caso ci fossero sul vostro cammino nodi antipatici.

Ho scoperto che c'è un nodo che si chiama "Nodo di ciuccio", ed è il nodo sbagliato. Ecco: che quel balsamo possa sciogliere i vostri nodi di ciuccio. Senza dimenticare che la vita ha un proprio ritmo e che magari certi nodi si scioglieranno da soli.

Buona settimana.

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