Quasi 10 chili di marijuana e una serra: "Era tutto per uso personale"

Arresto convalidato, ma scarcerato il monteronese Quarta, fermato a Diso. A lui sono arrivati indagando su un tentato omicidio

LECCE – L’arresto è stato convalidato, dopodiché Gianluca Quarta, 42enne di Monteroni di Lecce, ma domiciliato a Diso, è stato scarcerato. Resta l’obbligo di dimora, con il vincolo di rientrare in casa nelle ore serali. Così ha stabilito il gip Giovanni Gallo nella mattinata.

Quarta è finito in arresto sabato 5 marzo e destinato fino a oggi ai domiciliari. Quella mattina, a Diso, sono piombati i carabinieri della tenenza di Copertino. Assolutamente non casuale, il loro arrivo, accompagnati dal Nucleo cinofilo di Modugno con cani antiesplosivo e antidroga, perché Quarta, insieme ad altri cinque, risulta fra gli indagati per l’agguato ai danni di Roberto Giancane (alias “Nocciolina”), 44enne, anch’egli di Monteroni, ma residente a Copertino, dove materialmente è stato anche gravemente ferito nel pomeriggio del 29 ottobre dello scorso anno a colpi di pistola.

Il sequestro ha dato esito negativo per quanto riguarda armi o altro, ma ha comunque permesso di scoprire un sostanzioso quantitativo di marjuana, del tutto inatteso, probabilmente, agli stessi carabinieri. I quali, dopo i primi 9 chilogrammi e mezzo di sostanza, già essiccata e in ottimo stato di conservazione, hanno trovato in una stanza di casa una vera e propria serra con sedici piante, ciascuna alta circa 70 centimetri e tutto il materiale per la coltivazione e l’irrigazione.Contrariamente a quanto contestato dai carabinieri e dal pm Guglielmo Cataldi, tramite il proprio legale, l’avvocato Francesco Cazzato, Quarta ha spiegato al giudice che tutta la marijuana è per solo uso personale.

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Insomma, una produzione florida che, a suo dire, non sarebbe destinata allo smercio. Le accuse formulate a suo carico sono, infatti,  oltre che coltivazione illegale di sostanze stupefacenti, proprio di detenzione ai fini di spaccio.

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