Domenica, 19 Settembre 2021
Cronaca Gallipoli

Quattordici tartatughe curate tornano nel loro habitat

Domani, sabato 20 settembre, alle 16, in località Punta Suina, a sud di Gallipoli verranno reintrodotte in mare 14 tartarughe marine appartenenti alla specie Caretta caretta

Marty Pride insieme agli agenti della polizia provinciale. E' una delle tartarughe salvate che torneranno in mare dopo le cure.

Domani, sabato 20 settembre, alle 16, in località Punta Suina, a sud di Gallipoli, nel Parco Naturale Regionale Isola Sant'Andrea-Litorale Punta Pizzo, verranno reintrodotte in mare 14 tartarughe marine appartenenti alla specie Caretta caretta. Tale avvenimento si svolgerà nell'ambito della manifestazione ormai giunta alla ottava edizione, "Appuntamento con il Mare - Tutela e salvaguardia dell'ambiente marino" organizzata dall'Associazione Salento Ambiente di Gallipoli, dall'Acquario della Stazione Zoologica "A Dohrn " di Napoli, dal Centro Studi Cetacei, con la collaborazione della Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Gallipoli, e col patrocinio del Comune di Gallipoli. L'Acquario di Napoli e il Centro Studi Cetacei (C.S.C.), sono impegnati ormai da oltre un ventennio nel rilevamento e recupero di Tartarughe, spiaggiate o rinvenute morti o in difficoltà lungo le coste italiane.

Caretta caretta è la specie di tartaruga marina più comune nelle acque italiane, classificata come "endagered" nella lista rossa delle specie a rischio d'estinzione dall'IUCN (International Union for the Conservation of Nature and Natural Resources) ed inclusa dalla Unione Europea nell'Annex II della Direttiva habitat tra le specie prioritarie, la cui conservazione nel Mediterraneo richiede speciali misure di protezione.

Le tartarughe che saranno reintrodotte in mare erano state ritrovate in precarie condizioni di salute nel corso del 2006, 2007 e del corrente anno al largo delle coste salentine, e grazie al tempestivo intervento coordinato tra la Capitaneria di Porto di Gallipoli, il dott. Giorgio Cataldini, referente del C.S.C. di Gallipoli e i responsabili del Turtle Emergency Center della Provincia di Lecce-Museo di Calimera, si è riusciti a stabilizzare le lero condizioni di salute.
Una volta recuperate le tartarughe sono state ricoverate presso il Rescue Center dell'Acquario della Stazione Zoologica "A. Dohrn" di Napoli, che è un Ente Pubblico di Ricerca di elevato livello, finanziato dal Ministero della Ricerca Scientifica all'avanguardia per lo studio, la cura e la riabilitazione dei rettili marini e punto di riferimento internazionale per la formazione di ricercatori di varie università ed enti di ricerca scientifica.

Le tartarughe ricoverate erano gravemente ferite a causa dell'impatto con strumenti di pesca o imbarcazioni, debilitate e denutrite per l'ingestione di ami, lenze e plastica oppure presentavano gravi problemi di ipotermia a causa di fattori ambientali sfavorevoli. Si sono resi quindi necessari interventi specifici di cura e riabilitazione prima di poterle rimettere in natura nelle zone di provenienza. Fra le carette che verranno rimesse in mare, 11 erano state ritrovate nel corrente anno nelle acque salentine. "Titoru" era stata ritrovata il 5 febbraio 2008, l'ultimo giorno di carnevale, a Mancaversa con la pinna anteriore destra completamente strozzata da una grossa lenza e da una corda di nylon.

"Marty Pride" il 14 marzo 2008 era accidentalmente incappata nelle reti di un motopesca gallipolino il cui equipaggio si era operato prontamente a divincolarla dalla rete e assisterla fino all'arrivo in porto, rimanendo continuamente in contatto con il dr, Cataldini e con la sal operativa della Guardia Costiera di Gallipoli. Era fortemente debilitata e presentava il carapace ricoperto di alghe e grossi balani. "Agitata" , ritrovata spiaggiata il 20 aprile 2008, presentava le piatre posteriori del carapace assenti a causa di un trauma probabilmente dovuto all'impatto con un'elica e le pinne posteriori completamente ricoperte da lepadi. Oltre a queste verranno liberate Flora, Consalata Giacomino, Calliope, Maria 2, Amerio Antonia, Kira,salvate nel 2008, Giulia e Venerdi 13 in cura dal 2007, Quasimodo ritrovata nel 2006.

La reintroduzione in mare è da considerare la tappa finale del percorso di ricerca e studio che da anni viene condotto dagli Enti coinvolti in questa manifestazione e finalizzato alla salvaguardia della biodiversità del Mediterraneo. L'obiettivo principale è quello di frenare la diminuzione delle popolazioni di tartarughe marine nel Mediterraneo, reintroducendo in mare, in aree idonee, gli animali curati e riabilitati , dunque ancora in grado di riprodursi.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Quattordici tartatughe curate tornano nel loro habitat

LeccePrima è in caricamento