Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca

Inchiesta sulla morte di un neonato al “Vito Fazzi”, quattro i medici indagati

Sabato un bimbo è stato trovato privo di vita nel reparto di Ostetricia. L'iscrizione sul registro è un atto dovuto: i camici bianchi potrebbero nominare un consulente da affiancare a quello designato dalla Procura. Domani l'incarico per l'autopsia

LECCE – Sono quattro i medici iscritti nel registro degli indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di un neonato avvenuta venerdì notte nel reparto di Ostetricia dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce. Si tratta, in particolare, del personale medico che ha seguito la le fasi della nascita  e le ore successive alla stessa.

L’iscrizione è, comunque, un atto dovuto, anche e soprattutto in vista dell’esame autoptico. Gli indagati, infatti, potrebbero nominare un consulente da affiancare a quello designato dalla Procura. Domani il pubblico ministero Giovanni Gagliotta conferirà l’incarico al medico legale Roberto Vaglio. Saranno le indagini della Procura del capoluogo salentino a far luce su una morte apparentemente senza spiegazione. Le condizioni del bimbo, che non aveva presentato alcun disturbo e alcuna patologia alla nascita, si sarebbero aggravate improvvisamente nella notte. Il decesso sarebbe avvenuto dopo l’ultima poppata, verso mezzanotte. Forse a causare il decesso è stata una crisi respiratoria, il corpicino del neonato è stato trovato privo di vita nella culla. Della vicenda è stato informato il magistrato di turno, il sostituto procuratore della Repubblica di Lecce, Giovanni Gagliotta, che ha aperto un procedimento.

I genitori del bimbo, una coppia residente a Calimera (poco più che trentenne), si sono recati presso il posto fisso di polizia del “Fazzi” per sporgere una denuncia. Gli esami prenatali e il quadro clinico del piccino, infatti, non avrebbero mai evidenziato alcun problema. Il pubblico ministero ha già disposto una serie di accertamenti, tra cui il sequestro della cartella clinica del piccolo. Non è escluso che a causare la morte possa essere stata una sindrome da aspirazione di meconio (Sam), una grave condizione medica in cui il bambino, in prossimità del parto, aspira meconio misto a liquido amniotico (si tratta di una delle cause principali di malattie gravi e morte neonatale), anche se non è da escludere che vi fossero delle malformazioni congenite di cui la piccola creatura era affetta. Gli inquirenti, però, vogliono vederci chiaro e stabilire con assoluta certezza che la morte del neonato non sia riconducibile a negligenza o errore umano ma solo a cause naturali. Sarà l’esame autoptico a stabilire cause e modalità del decesso.

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