Lunedì, 2 Agosto 2021
Cronaca

“Operazione Papira”: in quindici scelgono il giudizio con rito abbreviato

L'indagine, partita nel 2011 con gli arresti presso l'ex deposito Enel di Maglie, ha rivelato l'esistenza di un sodalizio dedito al furto di rame nei campi fotovoltaici, in quelli sportivi, ma anche nei cimiteri, nei bar e in abitazioni

LECCE – In quindici hanno scelto di essere giudicati con il rito abbreviato nell’ambito dell’operazione denominata "Papira", per una presunta associazione dedita al furto di rame nei campi fotovoltaici, presso cimiteri e campi sportivi. Ma sono accusati anche di furti nelle abitazioni, alle slot machines nei bar e di estorsione.

Si tratta di Quintino Causo, 49 anni, di Ugento ma residente a Casarano; Salvatore Protopapa (29), di Casarano; Emanuele Zompì (23), di Casarano; Alessandro Zompì (28), di Casarano nel 28; Alessio Ciriolo (22) di Poggiardo ma residente a Casarano; Antonio Afendi (22) di Casarano nel 22; Oltre che su questi nomi, già destinatari di un’ordinanza di custodia cautelare, il gup dovrà anche pronunciarsi su Pietro Bevilacqua, 27, di Casarano; Rocco Bevilacqua, 23, di Melissano; Cristian Causo, 27, di Casarano; Salvatore Emanuel Causo, 24, di Casarano; Antonio Damiano Ciriolo, 45, di Casarano; Morris Ciriolo, 23, di Casarano; Mauro Coroneo, 26, di Galatina; Cosimo De Gaetani, 55, di Ugento; Giovanni Valentino, 36, di Casarano.

La posizione di Simone Alfarano (23) di Casarano e Antonio Orlando, imprenditore 58enne di Ruffano, è stata stralciata e sarà discussa nella prossima udienza. Sabrina Angilè, 38enne, nata in Germania ma residente a Casarano ha già patteggiato una condanna a 2 anni e quattro mesi di reclusione. Cristian Giovanni Causo (25) di Nardò, residente a Casarano, sarà invece giudicato con il rito ordinario per l’accusa di tentato furto. Gli imputati sono assistiti dagli avvocati Attilio De Marco, Mario Coppola, Roberto Bray, Rocco Rizzello, Emanuele Legittimo, Ida Giannelli, Ernesto Licci, Selene Mariano, Gianluca Musca, Carmela Palese, Arcangelo Corvaglia, Velia Pennetta e Carmela Palese.

“Papira” è il nome dell’asino che da diversi anni veniva impiegato nel presepe vivente di Tricase, divenuto vittima sacrificale di un’abbuffata di carne del gruppo criminale. Durante una intercettazione ambientale, infatti, il padre e il fratello di uno degli arrestati, riferiscono di aver rubato l’animale, trasportato a bordo di un camion a Casarano e poi di averlo ammazzato e macellato. La carne della povera bestia è stata poi cucinata e la pietanza fatta recapitare all’interno della Casa circondariale di Lecce in omaggio ai familiari e amici dei detenuti.

L’indagine trae origine dagli arresti effettuati a Maglie, presso l’ex deposito dell’Enel, per il tentato furto di rame del 31 agosto 2011 (in cui furono arrestate 3 persone) e del 6 novembre 2011 (in cui furono arrestate 2 persone). Le immediate attività investigative hanno consentito di svelare, da subito, l’esistenza di una vera e propria associazione, con base a Casarano, rivolta principalmente ad attività predatorie presso campi fotovoltaici.

Il lavoro del nucleo operativo della compagnia di Maglie inizia proprio nel gennaio 2011, mese in cui i furti ai danni degli impianti fotovoltaici si rivelano piuttosto consistenti, in particolare nella zona tra Soleto, Sternatia e Zollino. Le ipotesi investigative, quindi, cercano di legare i due furti di rame del gruppo criminale all’ex deposito dell’Enel di Maglie alle innumerevoli ruberie di rame del territorio. L’attività, terminata ad aprile 2012 e supportata non solo da operazioni tecniche mediante intercettazioni telefoniche ed ambientali anche in carcere, ma anche da riscontri e sequestri effettuati presso i raccoglitori di rame, fa emergere da subito un’articolata organizzazione che nasce a Casarano, epicentro del sodalizio criminale, per la presenza di Quintino Causo, a capo dell'organizzazione. Il quale, essendo alle dipendenze di un servizio di vigilanza presso i campi fotovoltaici, avrebbe sfruttato il suo lavoro per indicare agli altri, compreso il figlio, Cristian Giovanni Causo, i colpi da effettuare e soprattutto le modalità per entrare nei campi in tutta tranquillità.

Il gruppo criminale, stando a quanto scoperto dai militari, avrebbe operato nel 2011 in tutto il Sud Salento, effettuando ogni tipologia di furto di rame presso i campi fotovoltaici, ma anche nei cimiteri e nei campi sportivi. Ma a partire da ottobre sempre di quell’anno, dopo i primi arresti - con il numero dei componenti l’organizzazione che diminuisce - gli obiettivi cambiano: si ruba nelle chiese, nei bar e nelle abitazioni. Le attività investigativa si concludono con l’arresto, avvenuto l’8 marzo, dello scorso anno di Alessio Ciriolo, Emanuele Zompì, Cristian Giovanni Causo e Cosimo Giorgino per furto in abitazione a Casarano. L’indagine porta anche alla denuncia di altri dieci soggetti, responsabili a vario titolo dei vari colpi insieme al gruppo ma non facenti parte dell’associazione.

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