Cronaca Piazza Beltrano

La banda torna a colpire: rapina a mano armata in parafarmacia

Forse questa volta non hanno usato un'Alfa, ma quasi certamente sono gli stessi soggetti delle "puntate" precedenti. Il colpo, anche questa sera, a Racale. Avevano pistole, probabilmente finte, e volti coperti

Foto per gentile concessione di Giuliano Sabato.

RACALE – “Non sparate, non sparate”, ha urlato una donna quando li ha visti varcare la soglia della parafarmacia “Serra”. Giovani e arroganti. Uno di loro, la “vedetta” rimasta ferma davanti all’ingresso, ha iniziato a fissarla. Freddo, impassibile, l’ha scrutata da dietro i buchi ritagliati in una manica di maglione calzato sul volto per distorcere i connotati. Senza dire una parola. 

Avranno fra i 20 e i 25 anni. Questa l’impressione dei testimoni. E non vogliono fermarsi. Hanno già messo a segno diverse rapine nel circondario e questa sera si sono rifatti avanti. Obiettivo, oggi, la parafarmacia di Racale, in piazza Beltrano.

IMG-20160413-WA0022-2Bottino, 2mila euro, a occhio e croce. Sono scappati a piedi, subito dopo aver consumato il colpo, superando i vicoli. Li attendeva di certo almeno un complice appostato in auto. Non l’Alfa vista nelle precedenti occasioni, però, a quanto pare. Prima si è pensato a una Fiat Bravo grigia. Un’indicazione però rivelatasi sbagliata. In realtà, era una Brava, come apppurato dai carabinieri, arrivati nei minuti successivi. Resta il fatto che abbiano cambiato auto. Farsi notare sempre con la stessa auto, una 156, sarebbe stato come fare harakiri.     

Erano le 20,30 circa. L’attività era alle battute finali, dopo una giornata di lavoro. All’improvviso, si sono materializzati sulla porta i malviventi. Uno è rimasto davanti all’ingresso, il secondo s’è fatto avanti con un sacchetto in mano e una pistola nell’altra. Una pistola inoffensiva, un giocattoli o una scacciacani, probabilmente, ma nessuno ha voluto sperimentare nella sorpresa dell’agguato quanto fossero attendibili le proprie sensazioni.

Il rapinatore avvicinatosi alla cassa ha inferto un colpo secco. Il cassetto è schizzato con tutto il suo contenuto. Lui ha afferrato i soldi. Poi è fuggito, con il complice. Lasciandosi dietro anche qualche moneta. 

Nei minuti seguenti sono arrivati i carabinieri del Norm di Casarano. Hanno raccolto le indicazioni e iniziato a perlustrare in giro. Lungo la via di fuga hanno scovato una videocamere privata di un’abitazione. La speranza è che abbia immortalato qualcosa. Al di là delle dichiariazioni di chi ha visto. Ad esempio, il giovane rimasto fermo davanti all’ingresso aveva pantaloni di una tuta, a vita bassa. Più facile annotare i dettagli su di lui.

Sono intanto iniziate anche ricerche estenuanti. Ma trovarli questa sera non sarà forse semplice. Si stanno però aggiungendo tasselli su tasselli. Potrebbero già aver fatto un passo falso, oggi o nelle "puntate" precedenti. Per ora, però, se la sono svignata a dividersi il bottino. Nel circondario, dunque, l’ennesimo colpo. La conoscenza precisa degli obiettivi commerciali papabili sparsi in una manciata di comuni lascia intravedere molto chiaramente la possibilità che siano soggetti residenti della zona. E intanto, monta l’ansia.   

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