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Cronaca Racale

Reati finanziari, nell’inchiesta il sindaco di Racale: maxi sequestro

Il procedimento parte da Venezia. Salsetti, come consulente del lavoro, è fra i 34 indagati, con beni requisiti per 2,7 milioni di euro. Giudizio immediato disposto per il cognato, commercialista

RACALE – Trentaquattro indagati sull’asse Salento-Veneto, nell’ambito di un’inchiesta svolta dai militari della guardia di finanza del Nucleo di polizia economico finanziaria di Venezia, decreto di sequestro di conti correnti e giudizio immediato per coloro che sono ritenuti gli attori principali della vicenda.

Sono queste le tre novità emerse negli ultimi giorni nell’ambito di un’inchiesta molto articolata e che verte sull’esistenza di una presunta associazione per delinquere che avrebbe agito, a vario titolo, con emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazioni infedeli, omettendo la presentazione delle dichiarazioni o versamento delle imposte. E non è tutto. Le accuse riguardano altri reati, come indebita compensazione di crediti inesistenti, falso in bilancio, ricorso abusivo al credito, bancarotta fraudolenta e autoriciclaggio attraverso la costituzione e l’acquisizione nel tempo di varie società.

In questa complessa vicenda, il decreto di giudizio immediato è stato disposto dal giudice Alberto Scaramuzza del tribunale di Venezia nei confronti due imprenditori veneti, i fratelli Michele e Stefano Mazzon, rispettivamente di 46 e 35 anni, residenti a Treviso e a Noventa di Piave, e del commercialista salentino Salvatore Mercurio, 55enne di  Taviano (per un breve riepilogo della vicenda in cui sono coinvolti, basta consultare il seguente link, riguardante il momento in cui, a dicembre dell’anno scorso, tutti e tre furono arrestati).

La vicenda suscita particolare attenzione anche perché, fra gli indagati, nonché destinatari di sequestri, appare il nome di Antonio Salsetti, 51enne, attualmente sindaco di Racale e in questa vicenda implicato in qualità di consulente del lavoro. Salsetti è cognato di Mercurio e sarebbe stato preposto, secondo le accuse, alla gestione di indebite compensazioni contributive tramite la creazione di crediti fittizi di alcune società.

Ebbene, Salsetti non compare solo nella lista dei destinatari di un avviso di chiusura delle indagini preliminari, giunto a recapito in questi giorni, ma anche in quella di soggetti verso i quali è stato disposto un sequestro preventivo per equivalente di beni per un valore di poco più di 2 milioni e 700mila euro. Fra le varie accuse, quella di aver elaborato cedolini paga recanti quantità di ore lavorate dai dipendenti inferiori a quelle effettive a saldo zero, per evasioni contributive, presentando le dichiarazioni dei sostituti di imposta recanti dati mendaci. Sono tredici, nell'ambito dell'inchiesta, gli altri indagati residenti in provincia di Lecce, tutti nel basso Salento.

* L’Ordine dei consulenti del lavoro della provincia di Lecce tiene a precisare che il dottor Antonio Salsetti è iscritto all’Ordine dei dottori commercialisti ed esperti contabili e non a quello dei Consulenti del lavoro. Tanto dovevamo a integrazione e chiarificazione.

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