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Domenica, 21 Aprile 2024
Cronaca Racale

Ricercato per una condanna, trovato con documenti rubati e chiave alterata

Alessio Protopapa, 55enne di Racale, arrestato dai poliziotti di Gallipoli dentro Ugento. Deve espiare un anno e sette mesi per droga, ma durante le perquisizioni non sono mancate sorprese

UGENTO – Finisce di nuovo in arresto Alessio Protopapa, 55enne di Racale, volto più che noto alle cronache. A fermarlo sono stai gli agenti di polizia del Commissariato di Gallipoli che lo stavano cercando per dare esecuzione a un ordine di carcerazione emesso il 9 febbraio scorso dal Tribunale di sorveglianza di Lecce.

L’uomo, infatti, deve espiare una condanna a un e mesi sette mesi di reclusione per detenzione illecita di sostanze stupefacenti, fatti risalenti al 2020. In effetti, nel febbraio di quattro anni addietro i carabinieri della Compagnia di Casarano lo trovarono in possesso di poco più di 40 grammi di eroina e un bilancino di precisione.

Protopapa è stato rintracciato nella tarda mattinata di ieri dopo un’attività investigativa che si è conclusa quando l’autovettura a lui in uso è stata rintracciata nel centro abitato di Ugento. Una volta individuato, il 55enne non ha opposto resistenza.

Aveva documenti rubati

Ma non è finita lì. Perquisita la sua abitazione, i poliziotti hanno trovato un cellulare e un borsello contenente documenti di identità risultati rubati. Per questo è stato denunciato per ricettazione. I beni rubati sono stati posti sotto sequestro e, su disposizione dell’autorità giudiziaria, consegnati ai legittimi proprietari.

Trovata una chiave alterata

Una seconda denuncia, poi, è stata spiccata anche per possesso ingiustificato di chiavi alterate e grimaldelli. Aveva nella sua disponibilità una chiave alterata, si presume destinata alla forzatura di autoveicoli. Il che rimanda, inevitabilmente, a quanto avvenuto nel giugno dell’anno scorso, quando l’uomo fu arrestato con altri due soggetti perché ritenuti componenti di una banda dedita ai furti di autoveicoli. Casi per i quali, una volta fermati dai carabinieri della Compagnia di Tricase, hanno ammesso gran parte degli addebiti nel corso dell’interrogatorio di garanzia.

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