Martedì, 3 Agosto 2021
Cronaca

Dopo le truffe ai clienti, Cardigliano radiato dall’albo professionale

Il nome del professionista è stato rimosso dall'elenco degli avvocati. Arrestato nel mese di giugno, è stato ritenuto colpevole di aver intascato una somma di circa 500mila euro dai propri assistiti, ingigantendo le cause. Il verdetto martedì scorso, dopo la riunione del Consiglio dell'Ordine

Il Tribunale di Lecce

LECCE – Nuovi guai per l’avvocato Alfredo Cardigliano, già al centro di un’inchiesta giudiziaria di truffa e infedele patrocinio. Cardigliano è stato radiato dall’albo degli avvocati. Il consiglio dell’Ordine si è riunito martedì sera e, dopo la discussione di accusa (rappresentata rispettivamente dal pubblico ministero Paola Guglielmi) e difesa, ha emanato il proprio verdetto. Si tratta della sanzione più grave tra quelle previste del Codice deontologico forense, poiché si tratta di una misura adottata in casi ben precisi che comportano un'indubbia gravissima ripercussione dell'azione illecita sul piano professionale e sociale. Un provvedimento comunque non ancora esecutivo, che può essere impugnato dinanzi al Consiglio nazionale forense, che funge da “giudice d'appello” per le sanzioni disciplinari stabilite dagli Ordini territoriali. Infine, l’ultima parola spetta comunque ai giudici della Corte di Cassazione.

La radiazione consiste nella cancellazione del professionista dall'albo per un periodo di tempo illimitato. Essa tuttavia può non essere perpetua poiché al professionista viene lasciata la possibilità, a determinate condizioni, di richiedere o la riabilitazione (se la sanzione disciplinare è stata irrogata a seguito di sentenza penale di condanna) oppure una nuova iscrizione all'albo, a patto che siano trascorsi almeno cinque anni dall'evento.

Nei confronti di Cardigliano sono state eseguite, nelle scorse settimane, due diverse ordinanze di custodia cautelare (emesse dal gip Vincenzo Brancato), relative a due diversi tronconi di inchiesta poi riuniti in un unico fascicolo. Dopo il primo arresto, infatti, altri clienti decisero di denunciare il loro legale, ritenendo di essere stati vittima di una presunta truffa. L’indagato, tornato in libertà, è assistito dagli avvocati Luigi Corvaglia e Pantaleo Cannoletta.

Secondo l’ipotesi accusatoria, del procedimento è titolare il sostituto procuratore Paola Guglielmi, Cardigliano avrebbe intascato indebitamente una cifra vicina ai 500mila euro, tra il 2010 e il 2013, attraverso una serie di truffe eseguite ai danni dei suoi clienti. Il legale, titolare di uno studio nel capoluogo salentino, avrebbe spacciato i suoi intenti per motivi professionali, prospettando ai malcapitati pignoramenti immobiliari o, nel peggiore dei casi, persino di aziende.  Avrebbe così acuito le vicende giudiziarie, per esortare i clienti a versare somme di denaro che sarebbero state poi versate ai creditori, evitando misure drastiche come, appunto, l’espropriazione della casa. E, inoltre, avrebbe ingigantito le complicazioni giudiziarie, per presentare salate parcelle a coloro che ne chiedevano la consulenza.

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