Mercoledì, 23 Giugno 2021
Cronaca

Raggi cosmici da altre galassie: ricercatori salentini nel team di ricerca

Un'importante scoperta, pubblicata da Science, annovera professori di Unisalento ed Infn tra gli scienziati che hanno contribuito all'osservatorio Pierre Auger

LECCE – I raggi cosmici con energie superiori provengono da altre galassie: può sembrare la trama di un film di fantascienza, in realtà si tratta di un’importante scoperta messa a segno da un team di scienziati di cui fanno parte anche alcuni ricercatori salentini.

La ricerca, pubblicata sulla prestigiosa rivista Science, risponde ad un interrogativo che è sorto fin dagli anni ‘60, quando si è scoperta l’esistenza di raggi cosmici con energie un milione di volte superiori a quelle prodotte nei laboratori terrestri, e si è speculato sulla loro origine: sono prodotti nella nostra galassia o provengono da galassie lontane? Dopo più di 50 anni, il mistero è stato svelato osservando particelle cosmiche di altissima energia.

Gli scienziati che analizzano i dati raccolti dall’osservatorio Pierre Auger hanno scoperto che, a queste energie, i raggi cosmici non arrivano in maniera uniforme da tutte le direzioni del cielo, ma che la loro frequenza di arrivo è maggiore da un lato del cielo, rispetto alla direzione opposta.

Studiando la distribuzione delle direzioni di arrivo, la collaborazione Auger ha scoperto nel flusso dei raggi cosmici un eccesso nella direzione in cui la distribuzione delle galassie è relativamente elevata. Anche se questa scoperta indica chiaramente un’origine extragalattica di queste particelle, le loro sorgenti devono ancora essere individuate. La conoscenza della natura delle particelle aiuterà questa ricerca, e a questo obbiettivo è mirato l’aggiornamento dell’osservatorio Pierre Auger.

Oggi oltre 500 fisici da quasi 100 istituti nel mondo collaborano all'osservatorio e l’università del Salento fa parte di questo prestigioso team di ricerca, insieme con la sua sezione locale dell’istituto nazionale di Fisica nucleare.

Secondo il professor Karl-Heinz Kampert (università di Wuppertal), portavoce della collaborazione Pierre Auger, “siamo ora molto più vicini a risolvere il mistero dell’origine di queste straordinarie particelle, una questione di grande interesse per gli astrofisici; la nostra osservazione fornisce prove convincenti che i siti di accelerazione si trovano fuori dalla Via Lattea”. Il professor Alan Watson (università di Leeds), portavoce emerito, considera questo risultato “uno dei più emozionanti ottenuti e che risolve uno dei problemi per il quale l'osservatorio è stato concepito”.

Il professor Daniele Martello (università del Salento), portavoce della collaborazione italiana, ritiene che questa scoperta sia “un primo passo importante a cui ne seguiranno molti altri, non appena l’Osservatorio sarà in grado di identificare la natura dei raggi cosmici più energetici”.

Il gruppo di ricerca che contribuisce alle attività dell’osservatorio è costituito dalle due professoresse dell’Infn, Gabriella Cataldi e Viviana Scherini, e dai professori di Unisalento Carla Bleve, Maria Rita Coluccia, Stefano D'Amico, Ivan De Mitri, Giovanni Marsella, Giovanni Mancarella, Daniele Martello, Achille Nucita, Lorenzo Perrone, Francesco Strafella

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Raggi cosmici da altre galassie: ricercatori salentini nel team di ricerca

LeccePrima è in caricamento