Raggiri al tempo del coronavirus, occhio ai truffatori di mascherine

Dopo quello dei falsi tamponi a domicilio si segnalano alcuni casi di tentativi di raggiro con consegne di ausili protettivi a pagamento. Le raccomandazioni di sindaci e protezione civile

CASTRIGNANO DEL CAPO - In principio i piccoli sciacalli ai tempi del coronavirus avevano tentato di mettere in auge truffe e raggiri presentandosi al cospetto di anziani  e persone sole  sotto le mentite spoglie di operatori sanitari o della Croce rossa incaricati di effettuare tamponi o visite a domicilio. Circostanza che aveva portato lo stesso Comitato provinciale della Croce rissa italiana e  la Asl ha lanciare chiari appelli alla prudenza e a diffidare da chi si presentava sull’uscio di casa con tali intenzioni.

Era un tentativo di truffa approcciato in vari paesi salentini agli albori dell’emergenza epidemiologica. Ma in queste settimane casi analoghi, anche se fortunatamente sporadici, sono stati nuovamente segnalati, con metodologia pressoché identica, anche se stavolta legati a presunte consegne di mascherine protettive e di ritiro di beni e donazioni in nome e per conto di enti istituzionali, ospedali o associazioni di volontariato. L’allarme è partito dopo le segnalazioni giunte agli amministratori e alle forze di polizia nei territori di Castrignano del Capo, Galatina, Soleto, Nardò e Ugento, anche se al momento sono in corso le verifiche e no risultano denunce formali. Ancora una volta si è trattato comuque di falsi emissari che tentano in maniera subdola e deplorevole di mettere a segno qualche colpo o di racimolare soldi e quant’altro speculando sulla buona fede o la situazione di difficoltà delle persone.

Anche in questo caso occhi sempre aperti come predicano anche le forze dell’ordine, le associazioni di protezione civile e i sindaci. Soprattutto se a seguito delle false consegne a domicilio, fatte per nome e conto del Comune e della protezione civile, viene chiesto espressamente il pagamento per avere una mascherina, un kit sanitario, o anche di versare un obolo di solidarietà in favore dei medici e ospedali salentini. Solo gli operatori della protezione civile, la polizia locale o i volontari incaricati ufficialmente dai Comuni possono effettuare consegne domiciliari di mascherine, beni di prima necessità e farmaci su richiesta e su incarico tracciabile degli enti territoriali. Nessuno è autorizzato a consegnare a casa mascherine o materiale vario, presentandosi all’improvviso dinanzi la porta, e soprattutto chiedendo denaro o altro. Dietro tali richieste, potrebbero celarsi veri approfittatori o anche ladruncoli con l’intenzione di intrufolarsi nelle abitazioni di anziani o persone sole. Nel dubbio non aprire mai la porta a sconosciuti e contattare le forze dell’ordine o la polizia locale.

Raccomandazioni in tale direzione sono state formulate in questi giorni anche dal sindaco di Castrignano del Capo, Santo Papa, dopo un caso avvenuto sul territorio comunale. A  casa di un’anziana signora, si è presentato uno sconosciuto che proponeva la vendita di mascherine anti Covid-19, dicendo che tale attività era stata autorizzata dal primo cittadino. Niente di vero ovviamente. “Né io come sindaco, né  nessun'altra persona facente parte dell'amministrazione comunale ha mai autorizzato nessun soggetto ad effettuare vendita di mascherine o similari sul territorio comunale” spiega il primo cittadino, “potrebbe trattarsi quindi di malintenzionati che utilizzano questa scusa per introdursi nelle abitazioni di persone anziane e sole. Qualora si ricevesse la visita di questi individui invito a non aprire e di contattare immediatamente la stazione dei carabinieri di Giuliano e il comando di polizia municipale peraltro già  allertati per l'effettuazione dei controlli sul territorio”. Solo qualche segnalazione sporadica anche in quel di Nardò dove i volontari della protezione civile impegnati nella distribuzione delle 7mila mascherine donate al Comune da aziende private stanno mettendo comunque sull’allerta i cittadini durante le consegne invitandoli a diffidare da falsi venditori di ausili protettivi.         

Avvisi e controlli a Galatina e Soleto

Dopo un caso analogo verificatosi a Galatina sono partiti gli accertamenti da parte del comando  della polizia locale, diretto dal comandante Domenico Angelelli, e anche sul territorio della vicina Soleto il presidente della protezione civile Giuseppe Chirivì di concerto con il sindaco Graziano Vantaggiato, hanno indirizzato un avviso cautelativo nei confronti dei commerciati e dei cittadini. “Nessun volontario della protezione civile di Soleto è autorizzato a chiedervi derrate alimentari gratis da destinare a famiglie bisognose, né tantomeno a richiedere contributi in denaro” spiega Chirivì, “pertanto se qualcuno si presenta in nome e per conto della protezione civile con tali pretese meglio chiamare immediatamente il 112 o il 113. Il secondo avviso è rivolto alla popolazione di Soleto. Non aprite la porta di casa a persone che non conoscete: potrebbe trattarsi di truffatori. occorre fare attenzione. Le uniche persone autorizzate dal Comune a portare aiuti ed eventualmente i farmaci o la spesa a chi è chiuso in casa in quarantena, sono i volontari della protezione civile, che si presenteranno a casa solo ed esclusivamente su richiesta telefonica al numero 345/8033814 della polizia locale. I nostri volontari si presenteranno in divisa e con l'autovettura Fiat Punto bianca con livrea protezione civile Soleto”.

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Appello anche da Ugento

Anche dal territorio di Ugento arriva l’invito alla prudenza da parte dell’amministrazione comunale della protezione civile. “Il nostro personale volontario consegna mascherine e beni di prima necessità, farmaci e alimenti, gratuitamente esclusivamente con divisa completa di protezione civile, su indicazione dei Centri operativi comunali e mai in autonomia” spiegano dal sodalizio ugentino, “allo stesso modo nessun volontario di protezione civile chiede alle persone di poter entrare nelle abitazioni per eventuali, falsi, tamponi o altri fantomatici servizi. Segnalate il tutto alle forze dell'ordine in casi sospetti”.

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