Cronaca

Raid a Vernole, Cafiero patteggia: due anni e mezzo

Ha chiuso i conti con la giustizia il presunto capo del raid vandalico perpetrato il 20 marzo scorso a Vernole, in occasione di una festa di compleanno. Con la sospensione condizionale della pena

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LECCE - Ha chiuso i conti con la giustizia il presunto capo del raid vandalico perpetrato il 20 marzo scorso a Vernole, in occasione di una festa di compleanno. Andrea Cafiero, 20 anni, di Lecce, ha patteggiato davanti al gup Ines Casciaro una pena di due anni e mezzo di carcere con le accuse di lesioni gravissime, porto abusivo d'arma e violazione di domicilio aggravata. Arrivato in udienza agli arresti domiciliari, il gup ne ha disposto l'immediata scarcerazione, concedendogli il beneficio della sospensione condizionale della pena alla luce della giovane età e dello stato di incensuratezza.

Cafiero venne arrestato dai carabinieri del Norm di Lecce qualche giorno dopo i fatti. Nel giugno scorso, invece, scattarono le manette per altri due presunti complici, che avrebbero fatto parte del branco che fece irruzione alla festa: Luca Pacentrilli, 22 anni, e Mirko Palazzo, 24 anni, entrambi leccesi. Per loro, è stato appena emesso l´avviso di conclusione delle indagini preliminari.

Stando a quanto ricostruito dai militari, la sera del 20 marzo scorso un gruppo composto da una quindicina di persone fa irruzione in un'abitazione alla periferia di Vernole, dove un ragazzo di loro conoscenza stava festeggiando i suoi 18 anni. Nella circostanza uno dei malintenzionati, sempre secondo le testimonianze acquisite dai militari, avrebbe affermato: "Non ti stai ricordando chi sono? Vogliamo solo dare gli auguri al festeggiato". Nasce un parapiglia, anche perché spuntano catene e mazze ferrate e c'è chi telefona immediatamente al 112. Gli aggressori intuiscono che per loro si mette male e decidono di darsi alla fuga.


Alcuni degli invitati, però, li riconoscono, e li descrivono ai carabinieri, che poi danno il via alle indagini. Cafiero è difeso dall´avvocato Simona Blago. Tre dei ragazzi rimasti feriti si sono costituiti parte civile con l´avvocato Massimo Bellini.

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