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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca

Rapì una bimba, per il perito l’imputata era “lucida”: confermata la condanna

Emesso il secondo verdetto nei riguardi di Valentina Piccinonno, 35enne leccese. Anche in Appello, la donna ha rimediato un anno e otto mesi di reclusione per l’episodio del 9 giugno 2014, a Monteroni

LECCE - Era capace di intendere e di volere quando rapì una bambina di appena sei anni. Lo ha stabilito il processo d’appello nei riguardi di Valentina Piccinonno, 35 anni, di Lecce, che si è chiuso con la conferma della condanna in primo grado a un anno e otto mesi di reclusione.

La sentenza è stata emessa, al termine dell’udienza di ieri, nel corso della quale sono stati depositati i risultati della perizia (con esito negativo) sull’infermità di mente dell’imputata svolta dallo psichiatra Domenico Suma. Agli accertamenti, disposti dalla Corte, avevano preso parte anche i genitori della bambina, una coppia di origini Bulgare (parte civile al processo con l’avvocato Giovanni Tarantino), attraverso la dottoressa Fabiola Mengoli.

La vicenda risale al pomeriggio del 9 giugno del 2014, quando Piccinonno insieme ad un amico si avvicinò alla piccola che stava giocando con la sorella nel parco vicino all’area mercatale di Monteroni e salì in sella allo scooter guidato dall’uomo (finito anche lui sott’accusa ma poi assolto).

La bimba fu rintracciata dai militari dell’Arma in un appartamento a Lecce, dove abitava la 35enne che, dopo il suo arresto, spiegò di averlo fatto solo perché voleva prendersi cura della piccola.

La donna tornò alle cronache un anno dopo: nella notte a cavallo tra il 27 e il 28 giugno del 2015, si sarebbe resa responsabile di un omicidio nelle campagne tra Monteroni e Arnesano, quello di Salvatore Maggi, 73 anni, ex gestore di una sala giochi a Monteroni, per il quale lo scorso dicembre è stata condannata in Appello a sette anni.

L’imputata è difesa dall’avvocato Ladislao Massari che non appena saranno depositate le motivazioni dell'ultima sentenza (entro 90 giorni) valuterà in ricorso in Cassazione.

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