Rapimento della bimba di 6 anni, indagini serrate. Domani l'interrogatorio degli arrestati

E' quella della ricerca disperata di una maternità desiderata a lungo e sfociata in un delirio criminale la pista più battuta dagli inquirenti nella vicenda del rapimento della bambina di origini bulgare, di appena sei anni, avvenuta lunedì sera a Monteroni. Giovanni Giancane e Valentina Piccinonno compariranno domani dinanzi al gip

LECCE – E’ quella della ricerca disperata di una maternità desiderata a lungo e sfociata in un delirio criminale la pista più battuta dagli inquirenti nella vicenda del rapimento della bambina di origini bulgare, di appena sei anni, avvenuta lunedì sera a Monteroni. Un rapimento lampo che si è concluso, dopo poche ore di angoscia, e un’indagine tanto rapida quanto efficace, condotta dai carabinieri di Monteroni, coordinati dal maresciallo Giordano Protopapa, e dai colleghi del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Lecce, diretta dal tenente Alessio Perlorca

Il blitz degli uomini del Reparto operativo, coordinato dal colonnello Saverio Lombardi, ha liberato la bambina (riconsegnata subito ai genitori) e ha portato all’arresto dei due autori del sequestro. Si tratta di Giovanni Giancane, 45enne del posto, e di Valentina Piccinonno, di 31 anni e residente a Lecce. La coppia, accusata di sequestro di persona in concorso, si trova nel carcere di Borgo San Nicola.

La vicenda sembra ruotare proprio attorno alla figura della Piccinonno, una donna con un passato turbolento e una situazione difficile alle spalle. Tanti gli enigmi però da sciogliere in un episodio in cui il sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, titolare delle indagini, sta mettendo insieme i tasselli di un’indagine complessa. Un quadro più chiaro potrebbe emergere nel corso dell’udienza di convalida dell’arresto prevista per domani mattina alle 9. I due compariranno dinanzi al gip Vincenzo Brancato. Molti i misteri da svelare in questa vicenda da incubo: il motivo del sequestro, le finalità, la presenza di eventuali complici e committenti, la scelta della vittima e le modalità di premeditazione e attuazione del piano.

L’incubo, per la piccola, è cominciato nel tardo pomeriggio di lunedì, nei pressi di un parco giochi, nell’area mercatale di Monteroni di Lecce. La bambina, figlia di un giardiniere e di una badante, vive nella cittadina assieme a due fratelli più grandi, di 15 e 13 anni, e alla sorellina, più piccola. Il 45enne, presentatosi come “Gianni”, avrebbe offerto un gelato alla bambina di 9 anni, con la quale il piano non ha però funzionato. Con quella più piccola è stato tutto più semplice: la vittima sarebbe salita a bordo di uno scooter assieme ai due, sotto gli occhi disperati e confusi della sorella. La piccola avrebbe persino tentato di inseguire il mezzo, ma non ha potuto fare altro che raccontare tutto al padre, una volta rincasato.

I genitori, in preda alla disperazione, si sono rivolti ai carabinieri. Hanno raccontato loro l’accaduto, e fornito i pochi indizi a disposizione: il motociclo, la descrizione dell’uomo, e quel nome, “Gianni”, che ha fatto scattare più di un sospetto agli inquirenti. Il primo pensiero è stato per Giancane, volto noto ai militari del luogo, poi rintracciato in un bar, da solo, ma in stato di ebbrezza alcolica. Interrogato dagli investigatori, ha indicato il nome della Piccinonno, dichiarando che la piccola si trovava in compagnia della 31enne, nella sua abitazione in via Marcianò. Da lì il blitz e la liberazione.

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