Rapina a mano armata nella tabaccheria, condannato a 5 anni in abbreviato

Cinque anni di reclusione è la pena inflitta nel giudizio con rito abbreviato per Gianluca Mantiglia, 46enne di Monteroni di Lecce, accusato di una rapina compiuta ad aprile scorso. Il gup Giovanni Gallo ha concesso, accogliendo a richiesta del legale dell'imputato, l'avvocato Massimo Bellini, i domiciliari

Un fotogramma della rapina.

LECCE – Cinque anni di reclusione (il minimo visti i precedenti) è la pena inflitta nel giudizio con rito abbreviato per Gianluca Mantiglia, 46enne di Monteroni di Lecce, accusato di una rapina compiuta ad aprile scorso. Il gup Giovanni Gallo ha concesso, accogliendo a richiesta del legale dell’imputato, l’avvocato Massimo Bellini, i domiciliari. Il 46enne è accusato di rapina aggravata e furto.

Su Mantiglia i sospetti erano già su di lui sin dai primi istanti successivi alla rapina. Gli inquirenti avevano già un’idea di chi potesse essere il presunto rapinatore di un colpo ai danni di una tabaccheria di Arnesano. Tutto è cominciato  alcuni minuti prima delle 16 dello scorso 26 aprile quando Mantiglia è giunto alla tabaccheria “Dante” di Arnesano, a bordo di uno scooter. Ha parcheggiato il mezzo ed è entrato nel locale con il casco sul capo, occhiali da sole molto scuri e una pistola in pugno. Ha puntato l’arma contro la proprietaria, davanti agli occhi impietriti di un cliente. Quest’ultimo ha cercato di defilarsi, ma è stato braccato dal rapinatore.

Nel giro di pochi secondi, il 46enne ha arraffato una somma di 600 euro, per poi fuggire in sella al proprio ciclomotore.

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 I militari dell’Arma, allertati immediatamente, hanno rilevato i filmati del sistema di videosorveglianza. Quei fotogrammi parlavano chiaro: i tratti somatici non potevano che essere gli stessi di Mantiglia, volto noto agli investigatori. E’ scattata la perquisizione in casa dell’uomo, trovato con un maglione e un paio di scarpe molto simili a quelli che indossava il rapinatore. All’interno del cesto della biancheria sporca, inoltre, anche i jeans effetto “vintage”, ritratti dalle videocamere. Ma ad incastrarlo è stato anche un altro aspetto: un mazzo di chiavi trovato nell’appartamento, testato dai carabinieri su diversi scooter parcheggiati nei paraggi. Un motociclo “Liberty”, in particolare, simile a quello usato dal rapinatore, corrispondeva alla chiave. 

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