menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

Rapina a sfondo sessuale nei pressi del faro: inflitte condanne per 15 anni

Si chiude così il processo con rito abbreviato nei riguardi dei tre ragazzi accusati di aver picchiato e rapinato un 58enne leccese nella marina di San Cataldo la notte del 18 agosto scorso

LECCE - Sono stati condannati i tre ragazzi accusati di aver picchiato e rapinato un 58enne leccese nella marina di San Cataldo la notte del 18 agosto scorso: a cinque anni e quattro mesi, più 2.400 euro di multa, ciascuno Pierre Louise Blaise Bartoccioni e Benjamin Dali, entrambi di 20 anni, il primo di Tricase, il secondo montenegrino residente a Lecce, e a cinque anni tondi, più duemila euro di multa, Patrick Intrepido, 19enne di Lecce.

La sentenza è stata emessa dal giudice Alessandra Sermarini al termine del processo discusso ieri col rito abbreviato in cui erano contestati i reati di rapina e lesioni, e in ragione dei quali il pubblico ministero Alessandro Prontera aveva invocato quattro anni e quattro mesi per ognuno di loro.  

Secondo le indagini condotte dal sostituto Roberta Licci, il gruppo agì seguendo un piano preciso: adescare l’uomo per poi picchiarlo con l’obiettivo di rapinarlo.

Ai poliziotti giunti sul luogo del pestaggio, il malcapitato riferì che, dopo la mezzanotte, si era fermato con l’auto, una Punto, nei pressi del faro per fare una passeggiata, quando si sarebbero avvicinati alcuni giovani con addosso la mascherina chirurgica che l’avrebbero trascinato fuori dal mezzo, per poi colpirlo con calci e pugni, sfilargli l’orologio dal polso, impossessarsi della borsa sotto al sedile, dove erano custoditi 140 euro, carte di credito, un telefono cellulare e altri effetti personali, e fuggire con la sua auto.

Il primo ad essere arrestato fu Marco Murati, 18enne di Lecce, che lo scorso gennaio, attraverso l’avvocato Benedetto Scippa, ha patteggiato due anni e mezzo, ottenendo il beneficio della pena sospesa, col giudice Sergio Tosi.

Dopo di lui, fu la volta di Bartoccioni e Dali. I tre finirono così nel carcere di “Borgo San Nicola”, ottenendo poi i domiciliari con braccialetto elettronico, in seguito all’interrogatorio con il giudice Cinzia Vergine, durante il quale si difesero dichiarando di aver agito in quel modo in seguito alle avance rivolte dal 58enne a uno di loro.

La vittima, nel frattempo già risarcita, non si era costituita parte civile nel processo in cui gli imputati erano difesi dagli avvocati Raffaele Benfatto, Roberto Bray e Francesco Maria De Giorgi.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

LeccePrima è in caricamento