Rapina alla braceria, quattro anni in abbreviato per uno dei presunti autori

Si è concluso con una condanna a quattro anni di reclusione il giudizio abbreviato nei confronti di Cosimo Marra, 25 anni, originario di Nardò, accusato della rapina ai danni della braceria "Gustavo", il locale sulla via per Gallipoli, alla periferia di Galatone. Il 25enne era stato arrestato a luglio scorso

LECCE – S è concluso con una condanna a quattro anni di reclusione il giudizio abbreviato nei confronti di Cosimo Marra, 25 anni, originario di Nardò, accusato della rapina ai danni della braceria “Gustavo”,  il locale sulla via per Gallipoli, alla periferia di Galatone.

Il 25enne era stato arrestato a luglio scorso, dai carabinieri della stazione di Galatone  e dai colleghi del Nucleo radiomobile della compagnia di Gallipoli. Lo avevano cercato tutta la notte, in lungo e largo, dopo avere ascoltato le testimonianze dei clienti, che la sera prima, nel mezzo della cena, si erano visti puntare contro fucili e pistola per poi essere rapinati da tre banditi. 

L’imputato è accusato di rapina aggravata. Lui, insieme con gli atri due complici (mai identificati), sotto la minaccia delle armi, dopo avere immobilizzato undici clienti, gestori e dipendenti, hanno sottratto loro portafogli , chiavi delle auto, telefoni cellulari, riuscendo ad arraffare un bottino totale di circa mille e 200 euro, ai quali hanno aggiunto una somma di 300 euro, prelevata direttamente dal registratore di cassa della trattoria. Poi la fuga.

All’alba era tornato nella sua abitazione credendo forse di essere riuscito ad eludere le ricerche dei carabinieri. E invece erano lì che lo attendevano. Già. Perché nella prima fase delle indagini, proprio le testimonianze delle vittime, due clienti in particolare, avevano fornito elementi utili ai militari tanto da puntare le ricerche su uno dei probabili autori della rapina, tal Cosimo Marra, appunto.  Il 25enne mostrò subito segni di nervosismo nel trovare sotto casa gli uomini dell’Arma. 

Segno inequivocabile, per i militari, che avevano fatto centro. Ed proprio la reazione del 25enne, da lì a poco, avrebbe dissipato ogni dubbio. All’interno della caserma di Galatone, infatti, mentre Marra si trovava in stato di fermo, in attesa che chiarisse agli inquirenti la sua posizione, cominciavano a giungere le vittime della rapina per formalizzare la denuncia di quanto accaduto.

Cosimo Marra-2Fra queste, vi era anche il nipote della titolare della braceria ed una giovane coppia di Galatina. Forse a caso, forse no, il 25enne e i tre si incontrarono negli uffici della stazione dei carabinieri. Bastò un incrocio di sguardi perché il presunto rapinatore andasse in escandescenza e le vittime per ripiombare nell’incubo vissuto solo la sera prima.

Urlando ed inveendo contro i militari, Marra diede agli investigatori conferma del suo coinvolgimento nell’azione criminosa. Il suo particolare timbro di voce, poi, di cui aveva già dato sfoggio durante la rapina, fu un altro elemento per inchiodarlo. 

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Più nello specifico, altri particolari convinsero sempre più gli investigatori che dei tre rapinatori, uno l’avevano già preso. Tra le vittime lì in caserma c’era anche un sottufficiale della Marina militare, in servizio a Taranto, insieme alla sua fidanzata, entrambi di Galatina, che in maniera certosina ricostruirono i fatti, riconoscendo soprattutto Marra. L’uomo fornì i particolari dei suoi indumenti. La fidanza del sottoufficiale, inoltre, imitò le frasi pronunciate dal rapinatore, con l’inconfondibile timbro di voce. 

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